Il nostro viaggio allinsegna del turismo di prossimità continua. Risalendo lo stivale, dopo il nostro primo appuntamento PLEINAIRCLUB ha selezionato per te altre cinque mete in Italia. In attesa di poter affrontare distanze più impegnative, ti proponiamo tappe imperdibili in altre cinque regioni, in modo che ognuno allinizio possa riprendere il camper restando nellambito della sua zona. La rotta questa volta è diretta verso Molise, Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche. Scopriamo insieme i suggerimenti del Club!

Fiamme, leoni, chiese e campane
Anche chi non conosce Agnone (IS) avrà probabilmente ascoltato i rintocchi delle campane create fin dallanno 1000 nella Pontificia Fonderia di Campane Marinelli. Il borgo del Molise, uno dei primi a ottenere la bandiera arancione, racchiude tante sorprese. A partire dalla presenza di almeno 16 chiese nel centro storico, decorate dalle opere di artisti come Monteverde, Duprè, Gamba e Colombo. Notevole la chiesa parrocchiale di S. Emidio, eretta nel 1443 da mercanti ascolani, che non furono gli unici ospiti. Ancora si vedono infatti i leoni di San Marco nel quartiere veneziano, fondato nel 1139 da artigiani della Serenissima. Se poi riesci a visitare il centro l8 dicembre o la vigilia di Natale, non perdere la sfilata delle Ndocce, enormi fiaccole realizzate con tronchi di abete e fasci di ginestre.

Copenaghen dellAdriatico
È davvero straordinario il panorama che si ammira dalla Loggia Amblingh, belvedere di Vasto (CH) o del Vasto, trattandosi di uno dei pochi nomi di città al maschile. Lantica Histonium, centro portuale, dopo la distruzione subita dai longobardi rifiorì nel periodo aragonese grazie alla famiglia DAvalos, proprietari dellomonimo palazzo (che ospita i Musei Civici) e delladiacente Giardino Napoletano. Sono tante le architetture religiose e civili di pregio, come il Duomo intitolato a San Giuseppe (XIII sec.), la Chiesa di Santa Maria Maggiore (1785) e il Castello Caldoresco (XIV-XV sec.). Ma visto che siamo nella meravigliosa Costa dei Trabocchi, in Abruzzo, vale davvero la pena scendere a Vasto Marina, ammirare il monumento alla bagnante (che i vastesi chiamano La Sirenetta) e poi continuare lungo il mare fino alla Riserva Naturale di Punta Aderci.

Tora! Tora! Tora!
Non è un caso che il termine Lazio voglia in fondo dire nascosto: al suo interno sono celati borghi meravigliosi. Come Castel di Tora (RI), situato sul lago artificiale del Turano allinterno della Riserva naturale dei Monti Navegna e Cervia, del quale si hanno notizie fin dallanno 1000. Conosciuto fino al 1864 come Castelvecchio, cambiò nome per riferirsi allantico insediamento romano di Tora. Immerso tra boschi centenari, il pittoresco borgo tutto in pietra, legno e coppi in laterizio è di disegno medievale, come testimoniato dal mastio pentagonale (XI sec.) e dalle torrette. Da vedere il palazzo dei principi Del Drago (X-XVII secolo), la Chiesa di San Giovanni Evangelista, il Convento di Santa Anatolia e il piccolo borgo di Antuni, situato su una penisola fuori dallabitato principale.

Le mille e una porta
Porta Consolare (I a. C.), Porta Urbica con le mura augustee, Porta di Venere con le torri dodecagonali dedicate al poeta latino Properzio, Porta dellArce o dei Cappuccini: ci sono tanti modi per entrare a Spello (PG)! E tanti siti dinteresse. Del resto, la città dellUmbria affacciata sulla Via Flaminia era già nota ai Romani per la sua bellezza. La Collegiata di Santa Maria Maggiore ospita affreschi del Pinturicchio nella cappella Baglioni (feudatari del centro arroccato su un contrafforte del Monte Subasio). Dello stesso autore la Madonna in trono e Santi nella Chiesa di Sant’Andrea Apostolo. Notevole anche la Cappella Tega con gli affreschi dellAlunno. Suggestive tutte le stradine e le case di pietra, ancor di più quando si tingono di mille colori durante le famose Infiorate.

Il nome mio nessun saprà
Nelle Marche incontriamo Moresco (FM) stretto intorno al suo Castello, esistente già nel 1083. Controversa lorigine del nome di questo borgo dalla struttura a ellissi. Alcuni lo considerano insediamento dei Saraceni, altri una rocca per contrastarli. È più probabile che derivi dalla famiglia dei Mori o dal termine morro che indica un luogo sassoso. A lungo fu avamposto di Fermo: la caratteristica torre eptagonale (XII sec.) domina infatti sulla valle dellAso con i suoi 25 metri e fa coppia con la torre dellorologio (XIV sec.) che sovrasta la porta daccesso. Nel 500, periodo di massimo splendore, Moresco si arricchisce di chiese e opere darte. Da vedere la chiesa parrocchiale di San Lorenzo e quelle della Madonna dell’Olmo e della Madonna della Salute, con un affresco di Vincenzo Pagani. Sua anche la grande pala daltare, custodita con altri tesori nel Palazzo comunale.









