Il riso è il cereale più consumato al mondo, alimento base per miliardi di persone. I popoli asiatici lhanno utilizzato in forma integrale dalle origini dellagricoltura fino alla seconda metà dellOttocento, quando la raffinazione industriale ne ha cambiato radicalmente il volto, con esiti inimmaginabili sul piano della salute mondiale.

Per riso integrale sintende quello privato delle sole lamelle vegetali (lolla) che avvolgono ogni singolo chicco trattenendolo sulla spiga. Questo procedimento, chiamato sbramatura, preserva gli strati esterni o pula, ricchi in vitamine, minerali, proteine a elevato valore biologico, acidi grassi essenziali, polifenoli antiossidanti e fibra. Questo riso è un alimento completo, in grado di mantenere stabile la glicemia nel tempo e apportare nutrienti preziosi per la salute.

PER TRASFORMARLO NEL RISO BIANCO CHE OGGI TROVIAMO DIFFUSO SULLE TAVOLE, SI UTILIZZANO I SEGUENTI PROCEDIMENTI
Sbiancatura: elimina per sfregamento gli strati esterni e il germe, dove si trovano concentrati la maggior parte dei nutrienti essenziali e tutta la fibra;
Spazzolatura: ripulisce il riso dai residui degli strati superficiali;
Lucidatura: conferisce al chicco un aspetto più gradevole; si ottiene aggiungendo piccole quantità di olio di lino ossidato;
Brillatura: rende il chicco più bianco e brillante attraverso laggiunta di talco, glucosio e paraffina. Questo procedimento, oltre a depauperare ulteriormente le riserve di vitamina B1, aggiunge al prodotto finito sostanze chimiche potenzialmente nocive.
Il risultato è un alimento fonte di amido e proteine di basso valore biologico, privato di tutte le sostanze necessarie per essere convertito in energia, molto simile allo zucchero di cui condivide lalto indice glicemico e la propensione a innalzare i livelli di glucosio nel sangue trasformandosi in grassi.

UN ALIMENTO NON PIÙ FORIERO DI SALUTE, BENSÌ DI MALATTIA
Il processo di raffinazione ha avuto conseguenze davvero drammatiche sulle popolazioni povere che di questo alimento si nutrivano in modo quasi esclusivo. Dalla metà dellOttocento fino agli inizi del 900 il consumo di riso raffinato si è associato al dilagarsi del beri beri, una malattia dovuta alla mancanza di vitamina B1 o tiamina, che ha causato la morte di milioni di persone. La vitamina B1, infatti, è necessaria alla conversione del glucosio in energia e il suo deficit induce debolezza progressiva fino alla paralisi, tossicità gastrointestinale, edemi e insufficienza cardiaca.
La scoperta, nel 1912, che la causa del beri beri era la mancanza di tiamina ha fatto scomparire in breve tempo questa malattia, purtroppo però le vittime inconsapevoli della raffinazione del riso oggi sono ancora di più. Il riso bianco, infatti, con il suo elevato indice glicemico è una delle principali cause del diabete di tipo 2, una malattia che miete ogni anno milioni di decessi per complicanze cardiovascolari, tumori e malattie neurodegenerative.
Se è vero che il riso raffinato non è il solo a partecipare alla pandemia di diabete che sta dilagando in tutti i paesi del mondo, non dobbiamo tuttavia dimenticare che questo cereale è lalimento base di oltre il cinquanta percento della popolazione terrestre, con un impatto sul sistema socio-economico-sanitario a livello globale devastante.

ECCO COSA PERDIAMO CON LA RAFFINAZIONE
Vitamine idrosolubili: si stima una perdita del 50, 60, 75 e 80 percento delle vitamine B6, B2, B3 e B1, rispettivamente, importantissime per la trasformazione dei carboidrati in energia oltre che per il buon funzionamento del cervello;
Vitamine liposolubili: carotenoidi, tocoferoli e tocotrienoli (vitamine del gruppo E) sono pressoché completamente eliminati;
Minerali: oltre la metà del calcio e del potassio è distrutta mentre le perdite di fosforo, ferro e magnesio superano lottanta percento;
Acidi grassi essenziali: lacido linoleico e alfa linoleico, responsabili dellirrancidimento del riso integrale, sono completamente rimossi;
Fitosteroli (gamma orizanolo), steroli vegetali, inositolo e suoi derivati (inositolo-6-fosfato o fitato): molecole in grado di migliorare la salute di vasi, cuore e sistema immunitario, non più rinvenibili;
Proteine a più elevato valore biologico, eliminate insieme allo strato aleuronico che ricopre lendosperma o porzione centrale del chicco;
Composti fenolici ad attività antiossidante, fra i quali spiccano la tricina e lacido ferulico, con notevoli proprietà antitumorali, scompaiono;
Fibra solubile: un vero e proprio farmaco-alimento che la flora batterica intestinale trasforma in acidi grassi a catena corta, molecole di segnale che dallintestino passano nel sangue migliorando a livello di fegato, pancreas, muscolo e cellule periferiche il metabolismo di glucosio e colesterolo. La sua eliminazione comporta la trasformazione dellindice glicemico del riso da basso ad alto, come ben documentato nei diabetici, che di questo cereale raffinato non possono più alimentarsi, salvo vedere i propri livelli di glicemia schizzare verso lalto.
La maggior parte delle malattie cronico-degenerative che affliggono lumanità oggi è determinata da unalimentazione errata. Un passo semplice per recuperare salute è tornare a utilizzare il riso (e gli altri cereali) in forma integrale.

IL RISO INTEGRALE
La ricchezza in preziosi nutrienti, la capacità di mantenere la glicemia stabile nel tempo evitando pericolosi picchi glicemici, la povertà di proteine e lassenza di glutine fanno del riso un alimento sano e leggero sulla funzione renale, ad azione leggermente diuretica e antinfiammatoria per la ricchezza in polifenoli antiossidanti. Questi ultimi sono particolarmente elevati nelle varietà pigmentate, come il riso rosso o nero, che arrivano a contenere più antiossidanti persino dei mirtilli.









