Fin dalla preistoria – come testimoniato dai reperti archeologici della Terramara di Castione Marchesi – i funghi entrano nell’alimentazione umana, soprattutto presso le civiltà mediterranee ed orientali. Erano conosciuti per le loro caratteristiche organolettiche già nell’antica Roma dove se ne faceva largo consumo, in particolare nei banchetti imperiali dei “Cesari”. Anche il Porcino – Boletus edulis – di Borgotaro, primo fungo ad Indicazione Geografica Protetta in Italia, vanta una fama gloriosa in cucina, apprezzato dai duchi Farnese e citato dalla letteratura gastronomica fra ’700 e ’800, ha dato origine ad una vera attività di raccolta nei boschi di castagno e di faggio e commercializzazione che ci consente oggi di apprezzarne appieno le straordinarie caratteristiche in numerose e svariate ricette. Il percorso, che si snoda all’interno di un “bosco incantato” e ripercorre la storia, l’arte la gastronomia, la botanica, il territorio, le consuetudini legate alla ricerca e alla trasformazione del “re del bosco” anche attraverso modelli e video di grande suggestione. Presso la sede distaccata di Albareto, visitabile a richiesta, il laboratorio del micologo, il fungo nella letteratura e un fungo gigante con tutti i suoi abitanti.
MUSEI DEL CIBO – MUSEO DEL FUNGO PORCINO DI BORGOTARO
MUSEI DEL CIBO – MUSEO DEL FUNGO PORCINO DI BORGOTARO
Via Cesare Battisti, 86, 43043, Borgo Val di Taro - Parma, Emilia Romagna ItaliaVantaggi per gli iscritti al PLEINAIRCLUB
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