Le vitamine del gruppo B aiutano a mantenere il cervello in salute e contrastano il decadimento cognitivo.

Per funzionare al meglio il cervello necessita di numerosi nutrienti essenziali. Da tempo è nota limportanza di un giusto apporto di acidi grassi omega-3 con la dieta per garantire la fluidità delle membrane neuronali e la corretta trasmissione dellimpulso nervoso. Di recente, le vitamine del gruppo B sono tornate alla ribalta grazie a uno studio che ha dimostrato che la loro somministrazione ad anziani con deficit cognitivo e depressione associate a elevati livelli di omocisteina nel sangue ha migliorato, nel corso di due anni di trattamento, i sintomi della malattia e ridotto del 40 percento il grado di atrofia cerebrale.

Nello studio 168 anziani con iperomocisteinemia e deficit cognitivo sono stati randomizzati a placebo versus vitamina B6, acido folico e vitamina B12. Tutti i partecipanti hanno fatto una risonanza magnetica nucleare allinizio dello studio e alla fine, due anni dopo.
Gli effetti della supplementazione sono stati analizzati e confrontati con le concentrazioni iniziali di acidi grassi essenziali omega-3 (EPA e DHA) nel sangue. In chi aveva adeguati livelli di omega-3 nel sangue (>590 ?mol/L), la supplementazione con le vitamine del gruppo B ha rallentato il tasso di perdita di massa cerebrale del 40 percento, rispetto allassunzione di placebo.

La vitamina B12 è una fra le vitamine più importanti per la salute del cervello. Bassi livelli di B12 nel sangue si associano a una riduzione del volume del cervello e al decadimento delle funzioni cognitive globali.
Negli anziani con lieve deficit cognitivo, più sono bassi i livelli di vitamina B12, pur rimanendo nellintervallo di normalità, peggiore è la capacità di ricordare eventi passati e imparare nuove informazioni. A livello anatomico questo corrisponde ad una compromissione della microstruttura dellippocampo, la regione del cervello coinvolta nella memoria e nellapprendimento.
Un altro studio longitudinale condotto su 1648 anziani ha dimostrato che chi aveva i livelli più bassi di vitamina B12 aveva un più rapido declino cognitivo nei 10 anni seguenti.

Tutte le vitamine del gruppo B, eccetto la B12 che è presente solo nei prodotti animali (in carne, uova, pesce, latte e derivati), sono ampiamente rappresentate nel mondo vegetale. Per chi segue unalimentazione vegana è imperativo assumere la B12 in forma di supplemento, preferibilmente per via intramuscolare in quanto a causa delle grandi dimensioni, passa difficilmente attraverso la barriera intestinale.
Per lassorbimento, inoltre, è necessario che a livello gastrico sia prodotta una proteina, chiamata fattore intrinseco, che ha la funzione di veicolare la vitamina B12 attraverso le pareti dellintestino verso il sangue. Con linvecchiamento e in presenza di gastrite atrofica autoimmune la produzione di fattore intrinseco si riduce, aumentando il rischio di sviluppare un deficit di questa importante vitamina.
La progressiva perdita delle capacità cognitive associata allinvecchiamento non è un evento normale né tantomeno inevitabile. Unalimentazione sbagliata ne è la causa principale. Il deficit di importanti nutrienti, non solo acidi grassi omega-3 e vitamine del gruppo B, ma anche vitamina C e D impedisce il corretto sviluppo e mantenimento delle funzioni del cervello.

Fra i peggiori nemici di questo prezioso organo vi è, inoltre, leccesso di zuccheri e la conseguente insulino-resistenza, in grado di impedire il passaggio di nutrienti vitali allinterno delle cellule, predisponendole a malfunzionamento e aumentando il rischio di sviluppare il morbo di Alzheimer, la cui incidenza è raddoppiata in chi soffre di diabete di tipo 2.









