Il diabete di tipo 2 è in continuo aumento. Nellultimo decennio la percentuale di italiani che soffre di questa malattia è passata dal 4 al 6 percento, un incremento del 33 percento. Anche letà di insorgenza sta cambiando. Un tempo appannaggio esclusivo delletà adulta, oggi è diagnosticato sempre più spesso negli adolescenti, dove si trova associato in 2 casi su 3 a obesità, e sempre a insulino-resistenza. Vediamo insieme cosa possiamo fare per prevenirlo.

Il diabete ha gravi ripercussioni sulla qualità di vita della persona, sulla famiglia e sulla società. È spesso causa di morte prematura, è la più comune causa di cecità e di amputazioni non traumatiche. È la seconda causa di insufficienza renale terminale ed è fra le principali cause di morte. I costi sanitari diretti ammontano al 10-15% delle spese per lassistenza sanitaria, circa 3400 euro lanno a paziente. I costi indiretti (giornate di lavoro perse per la necessità di curarsi e per le fasi difficili della malattia, invalidità e pensionamenti precoci) sono molto più alti. Per la sola Italia si parla di oltre 17 miliardi lanno. Cosa possiamo fare?

PREVENIAMO IL DIABETE
Il diabete di tipo 2 è completamente prevenibile, essendo il risultato di scelte alimentari errate, sia per qualità che per quantità.
Fra gli alimenti principalmente implicati vi sono gli zuccheri, i dolcificanti artificiali e le farine raffinate, in grado di stimolare in maniera abnorme la produzione di insulina da parte del pancreas, portandolo negli anni a esaurimento funzionale.
Che un diabetico debba astenersi dallo zucchero è cosa nota, ma da poco sappiamo anche che sostituirlo con dolcificanti artificiali è una pessima idea. Questi infatti, peggiorano la sensibilità allinsulina, aumentano il rischio di diabete oltre a ingrassare più del comune zucchero. Leffetto nocivo è mediato dalla flora batterica intestinale che viene alterata dai dolcificanti artificiali producendo sostanze (non ancora ben identificate) in grado di aumentare la glicemia e linsulino-resistenza.
Anche latte e yogurt, alimenti a basso indice glicemico ma alto indice insulinemico, andrebbero usati con estrema moderazione in questo tipo di paziente in cui il segnale dellinsulina è profondamente alterato.
Poiché anche le farine raffinate, essendo causa del diabete, devono essere eliminate, cosa può dunque mangiare un individuo con questa malattia?
Il diabetico non deve rinunciare a mangiare i carboidrati (anzi, sostituire i carboidrati raffinati con le proteine gli arrecherebbe nel tempo gravi danni), deve solo imparare a scegliere quelli giusti.

LA TERAPIA NUTRIZIONALE DEL DIABETE
La terapia nutrizionale del diabete è fondata sulla fibra solubile, ovvero sui cereali integrali, non sottoposti a raffinazione. Sono cereali integrali il farro decorticato, lorzo mondo, il miglio, la quinoa, lavena, la segale, il grano saraceno, il riso integrale nelle sue molte varietà, incluso il riso nero Venere integrale.
Esistono anche paste speciali adatte ai diabetici contenenti fino al 15 percento di inulina (un tipo di fibra solubile). Certamente non hanno tutte le vitamine e i minerali che un chicco di cereale racchiude nel suo interno, ma hanno lindubbio vantaggio di essere pronte in pochi minuti e di poter soddisfare linveterato piacere per noi italiani di mangiare un buon piatto di pasta.

LA FIBRA SOLUBILE
La fibra solubile si comporta come un vero e proprio farmaco attraverso due principali meccanismi.
Rallenta lo svuotamento dello stomaco e lassorbimento del glucosio dallintestino nel circolo sanguigno, evitando i picchi glicemici e riducendo così lo stimolo alla produzione di insulina
È fermentata nel colon dalla flora batterica intestinale con formazione di acidi grassi a catena corta (acido propionico, butirrico ed acetico), i quali entrano in circolo e svolgono numerosi effetti positivi per la salute.
Gli acidi grassi a catena corta infatti:
stimolano il pancreas a rilasciare insulina e inibiscono il rilascio di glucosio dal fegato stabilizzando così la glicemia;
stimolano la produzione dei recettori coinvolti nel trasporto di glucosio allinterno delle cellule;
abbassano il pH intestinale favorendo lassorbimento di minerali, importanti cofattori per trasformare allinterno delle cellule il glucosio in energia;
nutrono i colonociti (le cellule della mucosa intestinale) e migliorano limpermeabilità della barriera intestinale riducendo la formazione e il passaggio di molecole pro-infiammatorie, in grado di peggiorare linsulino-resistenza.
Chi soffre di insulino-resistenza, ridotta tolleranza al glucosio e diabete ha unarma importantissima per frenare levoluzione della malattia e ripristinare un buon controllo glicemico: la fibra solubile.
Evitare gli zuccheri, consumare prevalentemente cereali integrali, legumi e verdure è un passo imprescindibile se vogliamo fermare il diabete le cui conseguenze, in termini di morbilità, mortalità e spesa sanitaria, sono semplicemente catastrofiche.









