I grandi esclusi dal decreto Cura Italia. Così alcuni hanno definito i bambini durante lemergenza Coronavirus. Prima la chiusura delle scuole, poi lisolamento a casa. Senza amici, con lunica compagnia (virtuale) di una chat o di un videogame, che in molti casi diventava unancora di salvezza. Misure da rispettare, certamente utili per limitare i contagi. La cosiddetta fase 2, partita il 4 maggio, apre uno spiraglio anche per loro, seppur con qualche perplessità: potranno accedere ai parchi, ma non incontrarsi con altri bambini. Ma come si fa a spiegare a bimbi di 3-4 anni che non possono giocare con gli amichetti?
Dal 4 maggio ai bambini è stato concesso di nuovo di accedere ai parchi, ma non di incontrarsi con altri bambini. Quindi sì a passeggiate, con tutte le dovute precauzioni ovviamente. Ma attenzione: perché se le aree verdi saranno riaperte nelle città, dovrà comunque essere mantenuto il distanziamento di almeno un metro tra le persone. Giustissimo. I bimbi però vedranno altri bambini e non potranno avvicinarsi e giocare con loro.
Come spiegare ai bimbi di 3-4 anni il provvedimento?
Monica Terribili, neuropsichiatra infantile dellOspedale Tor Vergata di Roma, afferma:
«E ovvio che cambierà il modo dei più piccoli di rapportarsi con gli altri. Va spiegato loro, senza ansie, che è una situazione momentanea. I piccoli hanno molta più capacità di adattarsi degli adulti».
Cè un gioco che potrebbe rappresentare un valido strumento per spiegare ai bambini più piccoli come affrontare lemergenza Coronavirus.

LOca in Quarantena
Il divertente passatempo è realizzato sul modello del classico Gioco dellOca. Lanciando un dado e contando su un tabellone realizzato in chiave Coronavirus, loca avanza o retrocede a seconda che il piccolo giocatore abbia o non abbia rispettato le regole del distanziamento sociale, abbia usato guanti e mascherina o meno, abbia partecipato o rinunciato a un picnic con gli amici al parco. Fino alla casella 63 quando, finalmente, il virus è sconfitto.

LOca in Quarantena è stato ideato da Paula Benevene, docente di Psicologia del lavoro e delle organizzazioni allUniversità Lumsa, insieme a Mirifique Icyimanishaka e Paola Mazzarone, studentesse del corso di laurea magistrale in Psicologia dellateneo Maria Vittoria Bigliardo.
Il gioco si propone come strumento educativo per insegnare, attraverso lapprendimento ludico, concetti e comportamenti altrimenti di difficile comprensione per i più piccoli. “Dal distanziamento sociale al focolaio epidemico – spiega la professoressa Paula Benevene – dal restare informati attraverso le fonti ufficiali alle norme di prevenzione legate allutilizzo della mascherina e dei guanti”.
Pronto a giocare con i tuoi piccoli? Clicca qui per scaricare il tabellone e, se proprio non dovessi trovare in casa un dado a sei facce, puoi scaricare da questo link una versione da stampare su carta, ritagliare e incollare. Buon divertimento!









