Quando arriva lautunno cosa cè di più rilassante di una bella passeggiata con il nostro cane nel bosco? Soprattutto a ottobre, ci si lascia cullare dal fruscio delle foglie ingiallite che cadono. Ci si siede a riposare per godere dellultimo sole, sbirciando tra le foglie che colorano il terreno per vedere se è spuntato qualche fungo, mentre Fido inebriato dagli odori scava fra i cespugli con il naso sporco di terriccio. Ma attenzione: anche una tranquilla escursione può nascondere delle insidie. Stiamo parlando delle antropozoonosi o zoonosi da ectoparassiti ed endoparassiti, ovvero malattie trasmissibili tra uomo e animali.

DERMATOFITI
I dermatofiti (Microsporum canis e Trichophyton mentagrophytes) sono sempre presenti nel terreno, ma le prime nebbie, le piogge e lumidità ne facilitano la diffusione. Così capita che a Fido compaia unalopecia pruriginosa sul muso (il kerion) da trattare con antifungini per non rischiare che si diffonda ad altre parti del corpo, causando noiose dermatiti stagionali favorite dagli stress estivi a cui la cute è sottoposta. Meglio rinforzare il pelo con integratori specifici e favorire la cicatrizzazione con unguento di timo rosso, che è anche un ottimo antipruriginoso naturale.

TROMBICULIASI
Ai miei cani è capitato di avere un attacco di prurito violento risalendo in camper dopo una corsa nel bosco: si trattava di trombiculiasi, un eritema provocato dalla Trombicula Autumnalis, un piccolo acaro simile a granelli di sabbia di colore rosso ospite occasionale dei nostri pelosi e a volte causa di allergie anche agli umani. Specialmente in ottobre può capitare che le larve affamate parassitino Fido o Micio per nutrirsi della linfa dei tessuti.
Si localizzano in piccole colonie di colore giallo arancio nelle pieghe delle orecchie, nellangolo mediale dellocchio, allinguine, alla base della coda e intorno allano causando un forte prurito: basterà rimuoverle con un detergente. Linfestazione, se non ci sono autotraumatismi, si risolve spontaneamente quando le larve diventano mature cadendo sul terreno per finire la metamorfosi. Meglio dunque controllare sempre i nostri amici dopo le passeggiate allaperto in zone erbose e umide.

LEPTOSPIROSI
Detta anche febbre autunnale, la leptospirosi invece è una pericolosissima zoonosi trasmessa da un batterio che predilige acque stagnanti e luoghi frequentati dai topi. Le spiroteche (ce ne sono vari tipi in natura) vengono facilmente diffuse con lurina dei ratti contaminati (come la Leptospira Canicola e la Leptospira icterohaemorrhagiae) e possono penetrare attraverso la pelle e ferite o abrasioni.
I sintomi sono subito gravissimi, con letargia, febbre, vomito, diarrea fino a gravi lesioni epatiche e renali ed esito fatale se non si interviene adeguatamente. Per non correre rischi è consigliabile controllare il piano vaccinale, soprattutto se preferiamo goderci gli ultimi raggi di sole in campagna. Per fortuna le leptospire temono labbassamento delle temperature e larrivo dellinverno, ma la loro patogenicità non va mai sottovalutata.

ZECCHE
Per ultime, ma non meno insidiose, le zecche (Dermacentor reticulatus, Ixodes ricinus e Rhipicephalus sanguineus) sono possibili serbatoi di gravi agenti patogeni come la Borrelia, la Babesia e lEhrlichia, che nel tepore del sottobosco trovano lhabitat ideale per sopravvivere al calo di temperatura. Meglio prolungare le profilassi antiparassitarie, specialmente nelle zone più temperate, almeno fino a novembre.









