Percorrere le sale di un museo, guardare le opere, ascoltare le guide e parlare con gli altri visitatori. Sì, ma attraverso un avatar robot connesso via internet e controllato con un joystick, con lo sguardo o addirittura col pensiero, mentre in realtà siamo a casa, magari a centinaia di chilometri di distanza. Sembra la fantasia di un futuro lontano ma è già realtà, grazie allavveniristica tecnologia BrainControl della Liquidweb. Il progetto ideato dallingegner Pasquale Fedele e presentato al Museo Santa Maria della Scala di Siena consente alle persone con disabilità gravissima di superare qualsiasi barriera architettonica per la fruizione delle esposizioni. E non solo.

UN INCONTRO SORPRENDENTE
Se passi a Siena ed entri nel Museo Santa Maria della Scala potresti fare la conoscenza con un visitatore molto particolare. A un primo sguardo sembra una sorta di segway, quei dispositivi elettrici a due ruote che trasportano un solo passeggero in piedi. Ti accorgi che è un robot, ma la maglietta che indossa lo rende antropomorfo e anche simpatico.
Potrebbe capitare che allimprovviso si giri per chiedere il tuo parere sul quadro che stai ammirando: noterai allora che la sua testa è un complesso dispositivo dotato di altoparlanti, microfono, telecamera e un display che mostra il viso della persona che si è rivolta a te, come in una videochiamata.

Si tratta del pilota che sta teleguidando il robot, e che grazie ad esso interagisce a distanza con le guide turistiche e i visitatori, può ammirare le opere nel dettaglio spostandosi e usando un potente zoom. Grazie al robot a tutti gli effetti unestensione del suo corpo quella persona ha la sensazione di essere lì, anche se in realtà si trova a casa, su una carrozzina, anche a centinaia di chilometri di distanza.

A SPASSO CON IL ROBOT
Linnovativa e futuristica tecnologia BrainControl della Liquidweb è stata ideata dallingegner Pasquale Fedele proprio per aiutare le persone con disabilità gravissima. Perché troppo spesso eliminare le barriere architettoniche allingresso di un museo non equivale a garantire a queste persone una reale fruibilità delle opere darte, organizzate in allestimenti che richiedono altezze e spostamenti per loro impossibili.
Qui entra in gioco la scienza: lutente si connette via internet allavatar robot e può pilotarlo con il joystick che usa per muovere la carrozzina o con un puntatore qualunque. Oppure, addirittura, se è affetto da patologie gravi che gli inibiscono i movimenti, con la straordinaria tecnologia BrainControl AAC può farlo grazie al movimento degli occhi o agli stimoli del cervello.
Tramite questo alter ego, la persona si muove a distanza nellambiente, guarda, ascolta, parla, interagisce. Niente a che fare con le ricostruzioni in 3D, ancora troppo finte, ancora troppo fredde: lutente si sente davvero in un altro ambiente.
Prenotando via internet a questo link è possibile provare il martedì pomeriggio lavatar robot per visitare la Sala Mascioli, la Sala del Pellegrinaio, la Cappella del Manto e il Museo dArte per bambini al Museo Santa Maria della Scala.

LIMMAGINAZIONE? UN PUNTO DI PARTENZA
Così recita la clip che presenta la tecnologia BrainControl AAC. Si tratta di un dispositivo di comunicazione basato su Intelligenza Artificiale per linterazione uomo-macchina. Il sistema capta e interpreta gli impulsi elettrici prodotti dal cervello umano, agendo in due modalità.
La prima, Brain-Computer Interface (BCI), è una sorta di joystick mentaleche impiega pensieri relativi al movimento come sinistra, destra, su, giù. Questa modalità è rivolta ai pazienti che hanno abilita? cognitive intatte ma sono affetti da malattie che paralizzano completamente o in parte la persona, impedendogli anche luso dei sistemi di eye-tracking (tetraplegia, Sclerosi Laterale Amiotrofica, Sclerosi Multipla e distrofie muscolari di varia natura). Interpretando i segnali del cervello, dopo una fase di training sarebbe possibile ridare a questi pazienti la possibilità di interagire e comunicare con i propri cari.
La seconda modalità, BrainControl Sensory AAC, è pensata per i pazienti in grado di sfruttare movimenti anche minimi della pupilla o di qualsiasi altra parte del corpo. Può integrare sensori di movimento a infrarosso, telecamere e dispositivi di eye-tracking.
Liquidweb sta lavorando al progetto Braincontrol AAC Plus, che sviluppa e integra le due tecnologie per controllare una carrozzina elettrica, ma anche per pilotare a distanza il nostro simpatico avatar robot, oppure elementi di domotica come luci, allarmi e temperatura. Con un movimento degli occhi. O soltanto con il pensiero.









