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Dove andare a Giugno in camper

3 mete selezionate dal PLEINAIRCLUB in Italia e in Europa
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Anche se la Festa della Repubblica quest’anno non ci ha regalato un ponte, i weekend del mese di giugno ci offrono tante opportunità per viaggiare. Vuoi qualche suggerimento? PLEINAIRCLUB ha selezionato per te 3 mete in Italia e in Europa: scopri dove andare a giugno in camper!

L’estate è alle porte, ma il clima non è torrido e le folle del turismo di massa sono ancora lontane: la situazione ideale per uscire in camper! Se stai cercando qualche consiglio su dove andare a giugno in camper, abbiamo selezionato per te 3 mete. La prima è una ridente e fortunata cittadina di mare situata sulla costa delle Marche, testimone di una grande storia. La seconda, un borgo medievale della Toscana dove si produce uno dei più pregiati vini italiani. Chi ha qualche giorno in più per viaggiare, infine, potrebbe raggiungere la Francia centrale. Qui c’è una città d’arte e di storia che tra qualche anno sarà anche Capitale europea della cultura. Hai indovinato quali sono le destinazioni dei nostri viaggi? Scoprile subito leggendo di seguito!


“Panorama di Fano“

FANO

Benvenuto nella “città della fortuna”! È chiamato proprio così il primo luogo che suggeriamo a chi è indeciso su dove andare a giugno in camper. Parliamo di Fano (PU), insediamento piceno ma soprattutto importante città romana conosciuta in origine come Colonia Iulia Fanestris e poi come Fanum Fortunae. Nome, quest’ultimo, dovuto al Tempio della Dea Fortuna, costruito per celebrare la vittoria del 207 a.C. contro i cartaginesi di Asdrubale Barca sul Metauro.

Iniziamo la visita dal centro storico e in particolare dalla Porta (o Arco) di Augusto, simbolo della città. Costruita nel 9 d.C. sul punto finale della Via Flaminia, era l’ingresso principale dell’abitato romano, dal quale la strada consolare diventava il decumano massimo. Possiamo scoprire molto di questo periodo al Museo della Via Flaminia, ospitato nell’ex chiesa di San Michele. Facciamo poi una passegiata intorno alle mura augustee, conservate per circa i due terzi. Saliamo poi sui giardini del Pincio, posizione che ci assicura un’ottima vista.


“La Porta di Augusto“

È il momento di visitare il sottosuolo, altrettanto interessante. Tra cunicoli e gallerie, infatti, la Fano sotterranea ci offre attrazioni imperdibili come i resti della Basilica Vitruviana, dell’anfiteatro romano e di una domus. Entrando nei sotterranei della MEMO – Mediateca Montanari possiamo inoltre raggiungere l’Augusteum, il tempio dedicato al culto imperiale. 

Torniamo in superficie, seguiamo le mura e raggiungiamo l’imponente Rocca Malatestiana del XV secolo, a pianta quadrangolare. Seguendo i canoni difensivi di Leon Battista Alberti, è stato costruito con una struttura “a cerchi”. La fortificazione ne racchiude un’altra, la Rocchetta, che a sua volta ingloba il mastio.


“Rocca Malatestiana“

Una struttura particolare è l’ex Chiesa di San Francesco, assolutamente da visitare. L’edificio costruito nel 1323 è stato più volte danneggiato dai sismi e ha perso il tetto nel 1930. Questa struttura a cielo aperto, particolarmente suggestiva, custodisce la tomba di Pandolfo III Malatesta e quella monumentale della prima moglie Paola Bianca.

Per completare la nostra immersione nella storia e nella cultura di Fano dobbiamo visitare anche il Museo Archeologico e la Pinacoteca del Palazzo Malatestiano. Al suo interno troviamo una sezione archeologica e un’altra dedicata a ceramica e numismatica. Poi la pinacoteca con opere di artisti del calibro di Guido Reni e del Guercino e infine la Sala Morganti che ospita le mostre temporanee. A sera vale la pena vedere un’opera al Teatro della Fortuna, caratterizzato da un grande sipario ottocentesco che raffigura l’ingresso di Augusto in città.


“Un tratto delle mura difensive di Fano“

Ci dirigiamo a questo punto verso il mare, col quale Fano ha un rapporto strettissimo, seguendo il portocanale. Alla nostra sinistra troviamo il piccolo rione di pescatori detto El Gugul. È un luogo verace e pittoresco fatto di casette basse dai colori vivaci, conchiglie, stradine strette e reti da pesca distese in alto a incrociarle. Si identifica soprattutto in Via Vincenzo Franceschini e deve il suo nome al “cogollo”, una particolare rete da pesca a forma di imbuto usata come trappola per le anguille.

Raggiungiamo il porto, dove è d’obbligo una passeggiata lungo il molo dei trabucchi (le “macchine da pesca” in legno tipiche dell’Adriatico) e soprattutto lungo la passeggiata del Lisippo. Questa è segnalata dalla statua di Lisippo, raffigurante un atleta vittorioso. Si tratta della copia di una statua in bronzo del IV-II secolo a.C. attribuita a Lisippo. Rinvenuta nel 1964 nelle acque di Fano, è custodita nella sede di Malibù del Getty Museum, non senza polemiche. La passeggiata è rallegrata da 400 metri di murales colorati.


“Augusteum © Stefania Cimarelli“

Colori e allegria del resto sono una caratteristica della città: il Carnevale di Fano, datato 1347, è tra i più antichi d’Italia. E anche tra i più dolci, grazie alla tradizione del “getto”, cioè del lancio di quintali e quintali di caramelle e cioccolatini dai carri allegorici. Vale la pena venire a Fano anche durante i festeggiamenti.

Siamo finalmente alle spiagge di Fano, separate dal porto. Troviamo il Lido a nord, una zona costiera sabbiosa, mentre sulla spiaggia Sassonia a sud ci sono più ciottoli.

Se vuoi gustare delle tipicità, devi provare assolutamente il brodetto, una zuppa di “pesce povero”, che un tempo i pescatori preparavano in mare. È celebrato durante il BrodettoFest, quando anche chef stellati propongono la loro versione. Per concludere una buona cena a base di piatti tipici, prova la Moretta fanese. Si tratta del digestivo locale a base di caffè servito con anice, rum e brandy e rigorosamente con una scorza di limone.


“Il “getto” dei dolciumi durante il Carnevale di Fano © Wilson Santinelli“

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“Veduta di Montalcino“

MONTALCINO

Un altro luogo dove puoi andare a giugno in camper è la Val d’Orcia, in Toscana, Patrimonio dell’umanità Unesco per lo splendido panorama. In particolare ti suggeriamo un borgo famoso per i suoi vini pregiati, ma che comunque offre diversi interessanti spunti di visita: Montalcino (SI). A partire dal centro storico medievale perfettamente conservato, dove è piacevole fare una passeggiata. È situato su un colle ed è protetto da una cinta muraria, anche questa ben tenuta.


“Fortezza di Montalcino © Sailko“

A dominare il borgo c’è la Fortezza di Montalcino, costruita tra il 1361 e il 1368 incorporando alcune strutture più antiche. Presenta una pianta a pentagono irregolare con una torre per ogni angolo, soluzione inedita per gli architetti dell’epoca che prediligevano la pianta quadrata. 

Al suo interno nel 1554 si rifugiò parte degli abitanti della Repubblica di Siena e fu capace di resistere fino al 1559. Il fatto alimentò la leggenda secondo la quale sotto uno dei torrioni ci sarebbe stata una galleria percorribile da carri. Questa raggiungeva un casolare esterno dove gli assediati potevano fare provviste. L’edificio è visitabile ed è dotato di un camminamento di ronda dal quale si gode un panorama eccezionale. Ospita diversi eventi enogastronomici e culturali.


“Tempio del Brunello“

Partendo dalla fortezza percorriamo Via Ricasoli e raggiungiamo Palazzo Pieri (XVI sec.) e, di fronte, la chiesa di Sant’Agostino (XIV sec.). I locali e i due chiostri cinquecenteschi dell’ex monastero collegato ospitano l’ampio complesso museale chiamato l’Oro di Montalcino. Questo comprende il Museo Civico e il Museo Diocesano d’Arte Sacra di Montalcino (collegati nei Musei Riuniti), una libreria, un’enoteca bistrot e Il Tempio del Brunello. Si tratta di un percorso di visita multimediale e immersivo, realizzato anche con visori di realtà virtuale. Nel Museo Diocesano, in particolare, possiamo ammirare opere di artisti del calibro di Simone Martini e Ambrogio Lorenzetti.


“Il Duomo di Montalcino © LigaDue“

Riprendiamo la nostra passeggiata su Via Spagni per raggiungere la concattedrale del Santissimo Salvatore, il Duomo di Montalcino. L’edificio originario risale all’XI secolo, ma è stato completamente ricostruito in stile neoclassico nella prima metà del 1800. Il Duomo è il luogo di culto principale, ma Montalcino vanta il territorio comunale più esteso in tutta la provincia di Siena. Tra frazioni, borgate e piccoli agglomerati il numero di chiese, pievi e monasteri è enorme.


“Abbazia di Sant’Antimo“

La chiesa più famosa probabilmente è proprio quella che puoi trovare nella frazione di Castelnuovo dell’Abate, e cioè l’Abbazia di Sant’Antimo. Lo splendido convento benedettino in stile romanico toscano risale al XII secolo. Il nucleo primitivo con la cripta è stato costruito nel luogo dove sorgeva una villa romana. Secondo alcuni la dedica fa riferimento a Sant’Antimo d’Arezzo, per altri invece a un sacerdote imprigionato sotto Diocleziano. L’origine incerta dell’abbazia sfocia nella leggenda e c’è chi parla di una fondazione ad opera di Carlo Magno.

Torniamo però alla nostra visita nel centro storico di Montepulciano. Il cuore pulsante del borgo è Piazza del Popolo, dove sorge il Palazzo dei Priori del XIV secolo. Dall’edificio si innalza e svetta la torre medievale, alta e affusolata, con la cima merlata e un orologio incorporato. Proprio accanto c’è un edificio del XV secolo caratterizzato per i suoi portici e chiamato appunto Loggia.  


“Piazza del Popolo a Montalcino con il Palazzo dei Priori“

È finalmente il momento di provare i pregiati vini locali, il Brunello di Montalcino e il Rosso di Montalcino! La loro storia è legata a una famiglia in particolare. La zona infatti è dedita alal produzione di vino bianco fino alla seconda metà dell’Ottocento, quando il farmacista e chimico Clemente Santi comincia a interessarsi di enologia. Il suo obiettivo è di produrre un vino rosso adatto all’invecchiamento, e decide di utilizzare solo uve sangiovese in purezza. Il procedimento viene perfezionato anni dopo dal nipote Ferruccio Biondi Santi. Nasce così il Brunello di Montalcino, il vino rosso che ha reso il borgo famoso nel mondo.

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Puoi sostare a pagamento nell’Area Sosta Camper Montalcino, situata vicino al borgo. Oppure nell’area camper della Cantina di Montalcino, aperta per la sola sosta diurna tutti i giorni tranne la domenica.  

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ECCO L’ULTIMO CONSIGLIO SU DOVE ANDARE A GIUGNO IN CAMPER


“Veduta aerea di Bourges“

BOURGES

Se la tua voglia di viaggiare ti spinge oltre i confini nazionali, c’è un altro luogo dove puoi andare a giugno in camper. Si tratta di Bourges, situata nel cuore della Francia alla confluenza dei fiumi Yèvre e Auron e precisamente nella regione del Centro-Valle della Loira

Bourges è considerata una città d’arte e di storia, culturalmente vivace grazie ai tanti festival e spettacoli che propone (spesso gratuitamente) e ai suoi musei. È un centro che stupisce per il suo sontuoso patrimonio architettonico, anche se possiamo visitarla a piedi in un giorno solo. Non stupisce invece che sia stata designata come Capitale Europea della Cultura per il 2028, anche perché a Bourges è stata inaugurata la prima Maison de la culture di Francia. 

La città presenta un’anima medievale che puoi ammirare nel centro storico, racchiuso dai bastioni gallo-romani. Qui si incrociano in un dedalo intricato antichi vicoletti, sui quali si affacciano oltre 400 graziose case a graticcio risalenti al XV e XVI secolo. Parliamo degli edifici che presentano un’intelaiatura fatta di travi di legno a vista verticali, orizzontali e oblique. Di solito sono alti due piani, con la parte superiore sporgente. Troviamo anche tanti negozietti di prodotti tipici, i palazzi delle corporazioni e diverse dimore storiche medievali, gotiche e rinascimentali.


“Case a graticcio nel centro storico di Bourges“

Tra questi edifici spicca il particolarissimo Palazzo Jacques-Cœur, costruito tra il 1443 e il 1451 in stile gotico fiammeggiante (o flamboyant). Riccamente decorato, ha un tetto a forma di nave rovesciata e presenta un’immensa sala cerimoniale e una cappella dipinta. È stato costruito per Jacques Cœur, figlio di modesti mercanti e personaggio controverso che fu usuraio, mercante d’armi e alchimista. Del resto, sembra che Bourges sia stata una delle capitali dell’alchimia nel Medioevo. Jacques Cœur con le sue sole forze divenne tesoriere di re Carlo VII (che gli conferì un titolo nobiliare) ed ebbe una vita molto travagliata e avventurosa. Il suo motto era: “Ai cuori prodi nulla è impossibile”.

Un’altra dimora architettonicamente interessante è l’Hôtel Lallemant, costruito tra XV e XVI secolo nel primo stile rinascimentale francese. Presenta ancora un soffitto a cassettoni scolpiti e l’antica cappella. Oggi ospita il Museo delle Arti Decorative. In stile gotico fiammeggiante è invece l’Hôtel des Échevins, realizzato alla fine del XV secolo come sede comunale e oggi sede del Museo Estève.


“Palazzo Jacques-Cœur a Bourges“

Il dolce naturalmente lo abbiamo lasciato per il finale. Perché la vera grande attrazione del centro storico è l’imponente e maestosa Cathédrale Saint-Étienne, la cattedrale di Santo Stefano, costruita tra il 1195 e il 1270. Capolavoro dell’architettura gotica francese, è monumento nazionale e Patrimonio dell’umanità Unesco, nonché una delle cattedrali più grandi di Francia. Con i suoi 125 metri di lunghezza e 40 metri di larghezza, infatti, simboleggia il potere della Chiesa del Medioevo. 

Da non perdere i 5 magnifici portali del lato ovest, riccamente decorati con cesellature e sculture. All’interno della cattedrale, invece, puoi ammirare le volte alte più di 40 metri, le splendide vetrate colorate, un grande organo a canne e un sofisticato orologio astronomico. Vale davvero la pena anche affrontare i circa 400 gradini che portano alla cima della torre per godersi un panorama mozzafiato sulla città, la vicina zona umida e il lago Auron.


“La cattedrale di Santo Stefano a Bourges“

Ai piedi della cattedrale, nella parte posteriore, scopriamo il Giardino dell’Arcidiocesi o Giardino del Municipio. Si tratta di un grazioso giardino alla francese fiorito, dove possiamo fare una passeggiata e mangiare qualcosa nel café-brasserie

Per chi ama le immersioni nella natura è imperdibile la visita dei Marais a circa 10 minuti di guida dal centro. Si tratta di una palude di 135 ettari bonificata e trasformata in giardini e orti. La meta ideale per i picnic in famiglia, per passeggiate e pedalate tra piante e fiori e per gite in barca lungo i canali. 


“Les Marais de Bourges“

Come anticipato, sono innumerevoli gli eventi culturali organizzati a Bourges, ma i più importanti sono due. Il primo è il festival musicale Printemps de Bourges, che si tiene di solito ad aprile. A giugno però puoi partecipare al secondo, Les Nuits Lumières, che si protrae fino a settembre. La manistazione è caratterizzata da un percorso magico e suggestivo di due chilometri, scandito da lanterne blu, che tocca i monumenti più importanti della città. Al calar della notte, questi vengono inondati da immagini, luci e musica, creando un’atmosfera speciale che raggiunge il suo apice all’ultima tappa con l’imponente cattedrale illuminata.


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