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IL MAL D’AUTO DEI CANI? QUESTIONE DI TESTA

#QuaLaZampa: i consigli del veterinario, dottor Alessandro Melillo
IL MAL D’AUTO DEI CANI? QUESTIONE DI TESTA
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Non solo gli umani soffrono durante i lunghi spostamenti in camper. Il mal d’auto è un problema che può ripercuotersi sulla qualità della vacanza di tutto l’equipaggio, anche dei viaggiatori a quattro zampe come i cani. Scopriamo di più. 

 

 

Per tante persone un importante incentivo a prendere un camper è la possibilità di viaggiare portando con sé l’amico a quattro zampe. Purtroppo, sebbene molti cani adorino viaggiare e considerino l’auto o il camper a tutti gli effetti una seconda casa, per tanti altri l’esperienza è stressante e la manifestazione di questo disagio rende la cosa sgradevole anche per i proprietari. 

 

Abbaiare, tremare, sbavare profusamente, vomitare e, nei casi più gravi, perdere pelo e soprattutto feci sono segnali evidenti, a cui si accosta il tentativo disperato di uscire dal mezzo, creando danni e in certi casi correndo il grosso rischio di precipitare fuori dalla portiera in corsa o in mezzo al traffico. Da cosa dipende questo complesso di reazioni che chiamiamo mal d’auto?

 

 

Alla base del mal d’auto ci sono probabilmente piccole malformazioni strutturali congenite dell’apparato vestibolare presente nell’orecchio interno e responsabile del senso dell’equilibrio. I soggetti predisposti sono meno capaci di compensare i piccoli spostamenti frequenti del baricentro come accade durante i viaggi in auto e questa incapacità causa nausea crescente e mal di testa. 

 

I bambini e i cuccioli sono particolarmente predisposti ma di solito con la crescita l’organo dell’equilibrio si desensibilizza e la sintomatologia si attenua molto o scompare. Purtroppo, a differenza dei cuccioli d’uomo, al cagnolino non è possibile spiegare l’origine del fenomeno, né rassicurarlo che cercheremo di guidare con la massima attenzione per evitare scossoni e che tutto passerà appena scesi: quindi per lui il malessere è più grave. 

 

I soggetti più sensibili possono cominciare ad anticipare il malessere già a veicolo fermo o addirittura quando capiscono che ci sarà una gita in auto o in camper, sviluppando una vera fobia nei confronti del veicolo e arrivando addirittura a vomitare alla sola vista del mezzo.

 

 

Fino a non troppo tempo fa l’unico trattamento possibile per questa situazione era somministrare antistaminici o sedativi per ridurre gli stimoli sensoriali che attivano il centro del vomito nel cervello. Però questi farmaci poco specifici inducevano sedazione e sonnolenza che perduravano per ore, impedendo quindi all’animale di partecipare comunque alle attività della famiglia. 

 

Più di recente è stato introdotto sul mercato un farmaco a base di maropitant che inibisce selettivamente l’attività del centro del vomito: somministrando preventivamente questo prodotto, il movimento della macchina non stimola il cervello e quindi il cane non percepisce la nausea, viaggiando tranquillo e senza sviluppare associazioni negative con il viaggio.

 

Nel caso le associazioni si siano già stabilite e il cane mostri reazioni di avversione o di paura verso l’auto o il camper, possiamo tentare di desensibilizzarlo consentendogli di familiarizzare con l’auto a motore spento, ponendo all’interno la sua coperta, alcuni dei suoi giochi e magari qualche bocconcino appetitosi.

 

 

Se il cane può esplorare, di poco a poco si dimostra più a suo agio. Potete cominciare ad accendere il motore e, previo eventuale trattamento farmacologico che deve essere prescritto dal veterinario, a percorrere brevi tragitti, facendo attenzione allo stato emotivo del cane e dirigendovi sempre verso esperienze piacevoli, come passeggiate o aree per il gioco.

 

Se i primi tentativi non hanno rapidamente successo è consigliabile consultare un veterinario comportamentalista: spesso la fobia dell’auto è solo l’aspetto più evidente di uno stato ansioso o addirittura fobico più generale e il vostro cane potrebbe aver bisogno di un aiuto più specifico per ricominciare a sorridere – pardon, a scodinzolare – alla prospettiva di una gita con i suoi familiari.