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In camper alle Giornate del Cinema Muto di Pordenone. Ciak, si viaggia!

Il sorriso di Charlie Chaplin, il divo cowboy William S. Hart, il genio di Hitchcock, gli esordi di Joan Crawford. Calano subito un poker d’assi Le giornate del cinema muto, il Silent Film Festival in programma dal 5 al 12 ottobre al Teatro Verdi di Pordenone. Lasciati rapire dal fascino del cinema degli esordi, epoca […]

In camper alle Giornate del Cinema Muto di Pordenone. Ciak
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Il sorriso di Charlie Chaplin, il divo cowboy William S. Hart, il genio di Hitchcock, gli esordi di Joan Crawford. Calano subito un poker d’assi Le giornate del cinema muto, il Silent Film Festival in programma dal 5 al 12 ottobre al Teatro Verdi di Pordenone. Lasciati rapire dal fascino del cinema degli esordi, epoca di entusiasmo e sperimentazione che tanto ha insegnato anche alla cinematografia hollywoodiana! Puoi parcheggiare il camper nell’area di sosta comunale. Hai con te la tessera del PLEINAIRCLUB? Allora siamo pronti: ciak, si parte!

 

 

217 film, 19 curatori per le diverse sezioni, 50 esperti che hanno redatto le note ai film per il catalogo del festival. Questi i primi numeri dell’edizione 2019 delle Giornate del Cinema Muto. Nella splendida location del Teatro Verdi (Viale Martelli 2) le pellicole verranno proiettate dalle 9 del mattino fino a tarda sera – praticamente a orario continuato – corredate da didascalie tradotte tramite sottotitolatura elettronica in italiano e inglese. In alcune date sono previste proiezioni anche a Cinemazero (piazza Maestri del Lavoro 3).

 

Le proiezioni delle pellicole saranno accompagnate con musica eseguita dal vivo da un pianista, da un ensemble o da un’intera orchestra, nel caso degli eventi speciali. Le Giornate del Cinema Muto vogliono infatti far riscoprire a esperti, appassionati e curiosi un’arte che, in fondo, completamente muta non è mai stata. 

 

Un programma davvero ampio con interessanti retrospettive, che si aprirà con la proiezione di The Kid (Il monello, 1921), uno dei film più amati di tutti i tempi in cui Charlie Chaplin fonde un’altissima ispirazione poetica con elementi autobiografici legati alla sua difficile infanzia. A chiudere sarà invece The Lodger – A Story of the London Fog (1927) di Alfred Hitchcock, tratto dal romanzo di Marie Belloc Lowndes e ispirato alla fosca cronaca di Jack lo Squartatore.