Seguiamo Manuela, Guida Silver Master del Club e vincitrice del Torneo di Natale 2020, in un lungo viaggio nella meravigliosa Sardegna. Di costa in costa, dalla sponda orientale a quella occidentale e ritorno. Tra mare cristallino, squisite tipicità enogastronomiche e aree di natura incontaminata!
I viaggi coast to coast in camper hanno sempre il loro fascino. Quello negli USA è famoso, ma vuoi mettere quando le coste di cui parliamo sono bagnate dal meraviglioso mare cristallino della Sardegna? Da Porto Ottiolu sulla costa orientale ad Alghero e SArchittu su quella occidentale, e poi di nuovo a oriente nei pressi di Bari Sardo. Senza farci mancare qualche interessante tappa nellinterno, naturalmente. Per un lungo viaggio del genere è necessaria una guida esperta, dotata dello spirito di improvvisazione necessario per cambiare direzione alloccorrenza. Come Manuela, Guida Silver Master del Club e vincitrice del Torneo di Natale 2020! Andiamo in viaggio con Manuela in Sardegna seguendo questo splendido itinerario.

DAL PORTO AI PASTORI…
Partiamo alla fine di settembre, nella speranza che il clima ci conceda ancora qualche bagno. Saltiamo su un traghetto della Grimaldi Lines per Olbia, che raggiungiamo di sera. Appena sbarcati ci muoviamo subito per Porto Ottiolu, un bellissimo borgo marinaro nel comune di Budoni. Dormiamo a due passi dal mare nel parcheggio libero del porto turistico. Lindomani, con nostro stupore, il sole e lacqua sono veramente caldi e ci concediamo una giornata di relax sulla spiaggia.
Nel tardo pomeriggio partiamo per Orgosolo, dove ci fermiamo al Camping Supramonte. Qui partecipiamo al Pranzo Tipico con i Pastori, unesperienza imperdibile e genuina. Il menù prevede diversi piatti della tradizione, serviti allaperto su un vassoio di legno, senza posate, alla maniera dei pastori. Tra le portate non può mancare il porceddu né il vino locale, il cannonau. Mentre mangiamo siamo allietati dal canto corale su tenore e da una danza tipica, il ballu tundu. Unesperienza autentica come poche!

…DAL MARE ALLA FORESTA!
Il giorno dopo ci trasferiamo nella foresta di Montes, dove facciamo una bellissima passeggiata per raggiungere la cima di monte Novo San Giovanni (a quota 1.316 m s.l.m.), un vero monumento naturale con guglie alte fino a settanta metri e specie di fiori molto rare. Ci fermiamo alla casetta di legno utilizzata dai Vigili del Fuoco come vedetta per la campagna antincendio. Qui il silenzio e il panorama sono indescrivibili.

ROTTA A OCCIDENTE
Con una lunga traversata dellisola ci spostiamo ad Alghero, sulla costa opposta. Facciamo una passeggiata sul lungomare, tra i banchi dove si vendono prodotti locali e si cucina il maialetto. Poi prepariamo in camper una cenetta di pesce con le erbe che avevo raccolto in loco.
Il mattino seguente passeggiamo nel centro storico e lungo le mura. È lultimo giorno del weekend dedicato al patrono Sant Miquel e la maggior parte dei festeggiamenti sono conclusi, ma è sempre bello aggirarsi tra le bancarelle colme di prodotti tipici. Noi questa volta acquistiamo del miele di asfodelo.
Ripartiamo in direzione Bosa e ci fermiamo allarea di sosta SAbba Druche. A pochi chilometri c’è Bosa Marina, dove facciamo un altro po di mare. Il giorno seguente ci rimettiamo in viaggio e ci concediamo un bagno alla spiaggia di Porto Alabe, nel comune di Tresnuraghes. Nonostante la bella giornata, per la gioia dei surfisti si alza il vento, ma mio marito a cui piace vedere i fondali deve accontentarsi di una nuotata, perché il mare mosso è sinonimo di scarsa visibilità.

LO SPENDIDO MARE DI S’ARCHITTU
Il giorno dopo arriviamo a SArchittu, meravigliosa località nel comune di Cuglieri. Prende il nome da un arco di roccia naturale che si protende sul mare. Ci fermiamo per sosta e pernottamento nel parcheggio situato allingresso della via che porta al famoso arco. La baia è stupenda e il mare è sempre calmo perché è protetto da tre lati.
Il mattino dopo, mentre io giro in bici nel piccolo paese, mio marito esplora un fondale meraviglioso. Nel pomeriggio ancora relax al mare e poi cena di pesce in ristorante con veduta dalla scogliera. Dopo un ultimo bagno mattutino proprio sotto larco di roccia, risaliamo in camper per scendere ancora più a sud, fino a Oristano, dove ci fermiamo in unarea di sosta situata in città e completamente gratuita.

UNA PIACEVOLE SORPRESA
Al risveglio, il vento non intende cessare: decidiamo così di lasciare la costa occidentale ed effettuare una nuova deviazione verso linterno. La prima tappa è Turri, borgo famoso per la produzione dello zafferano, che immancabilmente acquistiamo per provarlo. È bello passeggiare qui, come del resto in tutti i paesini della Sardegna, dove il turista è visto come un amico con il quale scambiare quattro chiacchiere.
Nel pomeriggio partiamo per Cardedu. Il giorno successivo mio marito esce in bici e scopre un luogo incredibile. Si tratta delle piscine naturali di Monte Ferru, meglio conosciute come Is Piscinas. Si tratta di piccole piscine balneabili formate da un torrente attorniato da boschi. Tornato indietro senza dirmi nulla, mio marito riprende il camper e mi porta il più vicino possibile alla zona, che raggiungiamo con una passeggiata di un chilometro: una sorpresa straordinaria!
Lacqua dei laghetti non è affatto fredda e quindi possiamo fare il bagno. Nella zona cè anche una piccola area pic-nic dove pranziamo. Posso dire che è stato così emozionante che questo sito vale da solo lintero viaggio!

ALL’INTERNO DELLA TORRE
Il mattino seguente il cielo è coperto di nuvole e la temperatura in calo: e pensare che solo il giorno prima abbiamo fatto il bagno in un torrente! Ma in Sardegna si trova sempre qualcosa da vedere. Allora andiamo a visitare la torre di Barì, sulla spiaggia di Bari Sardo, un torrione spagnolo davvistamento per difendere la zona dai pirati saraceni. Veniamo accolti da una giovane volontaria della Pro Loco, che tiene aperta la torre per qualche ora tutti i giorni. La visita dura due ore: la ragazza ci racconta sia la storia della torre che quella dei paesini limitrofi.
La sera, dopo una cena tipica al ristorante I Tre Mori, ci fermiamo allarea sosta Torre di Bari Sardo per fare rifornimento, camper service e anche qualche lavatrice. Ogni tanto un po di sana civiltà non guasta nelle nostre vacanze, che sono sempre un po avventurose. Dove possibile, infatti, non perdiamo mai loccasione di fermarci in sosta libera. Magari in posti isolati che offrano la possibilità di fare delle passeggiate e raccogliere erbe e frutti di stagione, con cui preparo infusi, grappe e spezie da condimento per la gioia di mio marito.

DAL MARE AI MONTI
Ripartiamo il giorno dopo per raggiungere la Cantina Ogliastra a Tortolì, una delle nostre tappe abituali per far scorta del bianco locale. A due passi troviamo Arbatax, sempre bella e affascinante grazie alle cosiddette Rocce Rosse, i caratteristici scogli di porfido rosso che spiccano in mezzo al granito. Da questi di solito ci si può tuffare, ma al nostro arrivo il mare è mosso e la temperatura è calata bruscamente.
Ancora una volta, quindi, decidiamo di lasciare il mare per spostarci nellentroterra. Arriviamo così a Sarule, un paesino situato a poco meno di 700 m s.l.m., e facciamo la nostra consueta passeggiata nel centro storico. Nel pomeriggio saliamo alla chiesa di Nostra Signora di Gonare, sul monte omonimo. È ledificio religioso posto più in alto in tutta lisola, a circa 1.100 m s.l.m., sul cucuzzolo di una montagna da cui possiamo ammirare un panorama bellissimo.

LEGGENDE E TRADIZIONI
Il giorno successivo ci rechiamo allora a Lollove, piccolissima frazione di Nuoro. Secondo la leggenda, alcune suore, accusate di aver avuto rapporti carnali con i paesani e per questo scomunicate e cacciate, avrebbero maledetto il borgo con queste parole: Lollove, sarai come lacqua del mare: non crescerai e non morirai mai. Sembra strano, ma il paese non è mai cresciuto ed è sopravvissuto seppur sempre con pochissimi abitanti. È un centro veramente antico e anche un po diroccato, ma suggestivo, che vi invitiamo a visitare se siete di passaggio. Non ci sono aree sosta o parcheggi (se non quelli privati), ma noi abbiamo trovato uno spazio pianeggiante lungo la strada comunale.
Dopo la pausa pranzo facciamo una breve tappa a Pattada, borgo famoso per la tradizione artigiana dei coltelli a serramanico. Poi andiamo a visitare gli Olivastri Millenari di Luras, in località Santu Baltólu di Carana. Chiamati dagli abitanti SOzzastru de Santu Baltolu, hanno unetà compresa tra i 3.000 e i 4.000 anni e quindi sono tra gli alberi più antichi del mondo. Il posto è vicino al Lago di Liscia, navigabile prenotando una gita con il battello turistico.
Ci spostiamo a SantAntonio di Gallura dove, alluscita dalla messa serale, ci imbattiamo in una vendita di beneficenza di torte caserecce, fatte a mano dalle donne del posto secondo ricette locali. Inutile descrivere la bontà di questi dolci! Cari amici camperisti, se vi capita una situazione simile non esitate: sono occasioni più uniche che rare!
Giungiamo così allultimo giorno di vacanza. Il traghetto della Grimaldi Lines però ce labbiamo alla sera e, vista la bella giornata, torniamo al vicino Lago di Liscia per un pic-nic e una passeggiata, prima di raggiungere Olbia. Saliti sulla nave ci viene assegnata una cabina molto silenziosa e confortevole. Raramente viaggiamo di notte, anche per una questione di costi, però si guadagna un giorno di vacanza ed è un fattore da non sottovalutare. In un periodo di bassa stagione conviene sicuramente: con lo sconto del PLEINAIRCLUB noi abbiamo speso solo 216,60 euro tutto compreso (andata e ritorno per camper e due adulti).
Come diversi altri diari di viaggio delle Guide del Club, questa fantastica esperienza è stata pubblicata in versione integrale su PLEINAIR (marzo 2022).
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