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LA VISITA VETERINARIA DI CONTROLLO

#QuaLaZampa: i consigli del veterinario, dottoressa Dorella Bandini
LA VISITA VETERINARIA DI CONTROLLO
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L’inizio dell’autunno è il momento più indicato per sottoporre i nostri amici pelosi a un check-up di controllo. Mi piace pensare che la mia dog family, come me, adori l’estate. Ma se i nostri amici potessero parlare, cosa risponderebbero alla domanda “Qual è la vostra stagione preferita?”. Chissà..

 

Posso però dire di certo che l’autunno è la meno gradita ai miei pazienti pelosi. Dopo le lunghe giornate condivise all’aperto in spiaggia o in montagna, i bagni, le corse, i giochi in libertà, le camminate nei luoghi di villeggiatura, le trasferte o le libere uscite concesse con più facilità, arriva infatti l’ora di sottoporli alla (mai troppo gradita) visita dal veterinario per controllare lo stato di salute e assicurarsi che siano pronti ad affrontare il cambio di stagione in piena forma.

 

 

La visita veterinaria è un giusto compromesso tra l’approfondimento diagnostico e la constatazione fisica del loro benessere. Se conosco il mio paziente so già come comportarmi e lo tranquillizzo chiamandolo per nome: Fido e Micio devono sentirsi il più possibile a loro agio davanti a me. Inizio con una prima occhiata e interrogo il loro umano facendo conversazione.

 

Quindi li faccio salire sulla bilancia per controllare il peso e verifico la forma fisica guardandoli dall’alto: il dorso deve essere a biscotto, senza eccessivo pannicolo adiposo, e presentare un pelo lucido e omogeneo.

 

 

Verifico lo stato di idratazione attraverso la palpazione dei linfonodi principali: sotto la gola, alle ascelle, all’inguine, e ancora gli scapolari e i poplitei degli arti anteriori e posteriori.

Confidando nella collaborazione del paziente peloso osservo le mucose oculari e della bocca cercando di rilevare il polso capillare con una leggera pressione sulla gengiva per valutare la velocità di irrorazione sanguigna. Poi ausculto cuore e polmoni.

 

 

Lascio per ultime le orecchie: manipolarle e ispezionarle con l’oftalmoscopio non è cosa mai gradita neanche ai soggetti più collaborativi. Quando devo pulirle con cotone idrofilo e pinza da corpo estraneo, dopo aver irrorato con soluzioni igienizzanti, rischio spesso di farli innervosire e di prendermi un morso o una graffiata. Alla fine valuto se fare un prelievo per il test della Leishmaniosi, specialmente se Fido è stato in vacanza in zone endemiche o ad alto rischio.

 

 

Micio spesso è attaccabrighe e quando mostra cicatrici di combattimenti o ha un aspetto un po’ trascurato preferisco eseguire il test per fiv e felv (immunodeficienza e leucemia). Molta attenzione dedico ai reni e alla vescica: alla palpazione non devono essere né ingrossati, né più piccoli o asimmetrici.

 

Le cistiti da stress sono frequenti e molto pericolose specialmente nei gatti abitudinari e più sensibili ai cambiamenti stagionali (vi sono maggiormente predisposti i maschi sterilizzati e i soggetti obesi): un esame delle urine preventivo può evitare molte patologie.

 

 

In previsione delle belle passeggiate autunnali nei boschi mi assicuro che Fido abbia la giusta copertura vaccinale (specialmente per la leptospirosi, la zoonosi più insidiosa negli autunni piovosi). E ancora, il corretto protocollo vaccinale – che include la fastidiosa rinotracheite e la clamidiosi – fa sì che anche Micio con l’arrivo delle prime gelate non tema raffreddori e congiuntiviti.