Da tempi immemori è usato come medicamento e persino per proteggere dal maligno. Non cè alcun dubbio che laglio abbia grandi proprietà benefiche: vediamole insieme.

Dalla Siberia alla Calabria, passando per la Sicilia, lAfrica settentrionale, lAsia centrale, in quasi ogni angolo del mondo sono state trovate tracce dellantica presenza dellaglio. Non a caso questo bulbo è uno degli alimenti più diffusi e antichi del mondo. Sappiamo con sicurezza che era già utilizzato circa quattromila anni fa dai Sumeri e dagli Egizi.
Proprio in un papiro medico egizio il codice Ebers, del 1.550 avanti Cristo troviamo la prima testimonianza scritta sullaglio. Il nome attuale deriva però dal celtico Ali e significa caldo, bruciante: proprio come il suo sapore. Benché i faraoni lo snobbassero per i noti effetti sullalito, gli Egizi lo somministravano agli schiavi addetti ai lavori pesanti per aumentarne la resistenza fisica, mentre una collana daglio veniva fatta indossare ai bambini per proteggerli dai parassiti intestinali.
I risultati della medicina egiziana furono ripresi dai Greci, che lo somministravano agli atleti impegnati nei primi giochi olimpici della storia. Anche Ippocrate di Kos (460-377 avanti Cristo), autore del famoso giuramento dei medici, ne raccomandava luso come pianta medicinale. Galeno di Pergamo, pochi secoli più tardi, sosteneva che laglio fosse il toccasana del contadino.
Proprio da contadini e soldati veniva ampiamente impiegato nella Roma imperiale per prevenire le infezioni ed esaltare le forze del corpo. Al punto che i Romani ne fecero una pianta sacra a Marte, dio della guerra, e furono i primi a diffonderlo in Europa e a renderlo noto fra le popolazioni barbare.

Nel Medioevo si attribuì allaglio la facoltà di guarire le febbri e di fungere da antidoto contro la peste. A questepoca risale anche la superstizione di esporre una corona daglio per tenere alla larga spiriti malvagi, sortilegi e demoni.
La scuola salernitana suggeriva laglio nelle sue regole come rimedio contro i veleni. I medici di quellepoca quando si recavano in visita ai malati si coprivano con una maschera, una specie di becco duccello, al cui interno venivano inseriti spicchi di aglio e spezie per difendere il guaritore dal contagio.
In epoca rinascimentale laglio, insieme alla cipolla, rimane come farmaco terapeutico-fitoterapico, mentre viene quasi del tutto abolito come condimento da cucina dalle classi nobili.
Nel 1858 è Louis Pasteur che ne individua le proprietà antibiotiche, mentre agli inizi del Novecento Albert Schweitzer lo utilizza in Africa come unico impiego contro la dissenteria. Nel 1918 durante linfluenza spagnola, in molti paesi si usò la pianta per arginare lepidemia. Allo stesso modo nel corso della storia laglio è stato impiegato per combattere malattie quali tifo, tubercolosi e perfino il colera.
Fu usato in enormi quantità per disinfettare le ferite dei soldati nelle trincee della Prima Guerra Mondiale e può ancora essere utilizzato per preparare garze antisettiche per la cura di ferite e piaghe ulcerose, o per attenuare le infezioni delle vie respiratorie.

UN CONCENTRATO DI BENEFICI
Non servirà a scacciare streghe e vampiri, come vuole la tradizione popolare, ma possiamo definirlo comunque un bulbo magico in virtù delle numerose proprietà benefiche attestate da unampia letteratura scientifica. Esse si suddividono in quattro macrogruppi: antibiotica (esercita unazione a largo spettro contro molti tipi di batteri, funghi, protozoi, virus); protettiva del cuore e del circolo sanguigno (abbassa il colesterolo e la pressione arteriosa, fluidifica il sangue); antiossidante; detossificante (facilita leliminazione dei metalli pesanti).

STIMOLA IL SISTEMA IMMUNITARIO
Laglio rinforza le difese contro le malattie comuni come influenza e raffreddori.
Lo ha confermato uno studio durato dodici settimane allo scadere delle quali il gruppo di persone esaminate che aveva assunto ogni giorno un integratore a base di aglio presentava il 63% di raffreddori in meno rispetto a quello che aveva assunto un placebo. Lo stesso dicasi per la durata media dei sintomi: un giorno e mezzo nel gruppo aglio, cinque in quello di controllo. Un altro studio ha scoperto che lassunzione di 2,56 grammi al giorno di estratto di aglio invecchiato ha ridotto del 61% il numero di giorni di malattia con raffreddore o influenza.

RIDUCE LA PRESSIONE CARDIACA
Laglio rende il sangue più fluido e abbassa la pressione arteriosa nelle persone con ipertensione come attestato da numerosi studi sulluomo. Uno di questi, ad esempio, ha dimostrato che 6001.500 mg di estratto di aglio invecchiato (dose piuttosto elevata, equivalente a quattro spicchi al giorno) sono altrettanto efficaci di un farmaco betabloccante nel ridurre la pressione sanguigna per un periodo di ventiquattro settimane.

MIGLIORA I LIVELLI DI COLESTEROLO
Laglio abbassa i livelli di colesterolo cattivo (LDL) fino al 10-15% senza incidere su quelli di colesterolo buono (HDL).

CONTIENE ANTIOSSIDANTI
Laglio aumenta il potenziale antiossidante del sangue: una proprietà, questa, attribuita al bulbo fresco consumato crudo. Studi recenti, tuttavia, sembrano indicare che laglio invecchiato e germogliato avrebbe capacità antiossidanti addirittura superiori a quello fresco. Una buona notizia per chi non tollera gli effetti sullalito provocati dallaglio crudo. Alti dosaggi di aglio hanno dimostrato la capacità di aumentare nelluomo enzimi antiossidanti riducendo lo stress ossidativo, soprattutto in chi soffre di pressione alta.

DETOSSIFICA DAI METALLI PESANTI
Grazie ai suoi elementi solforosi laglio, sempre ad alti dosaggi, protegge dai danni causati dalla presenza di metalli pesanti nellorganismo. Uno studio di quattro settimane condotto sui dipendenti di un impianto di batterie per auto, esposti ad alte dosi di piombo, ha rilevato che laglio ha ridotto i livelli di piombo nel loro sangue del 19%. Ha anche ridotto molti segni clinici di tossicità, inclusi mal di testa e pressione sanguigna.

LE CONTROINDICAZIONI
Laglio è sconsigliato per chi soffre di alcuni disturbi come la gastrite perché potrebbe aumentarne i sintomi. Altri aspetti negativi del consumo di aglio sono la difficoltà di digestione (che non vale per tutti!) e lalito pesante. Nel primo caso si può ovviare eliminando lanima, cioè il filetto verde presente nello spicchio. Per evitare lalito cattivo, invece, subito dopo averlo consumato si può bere un bicchiere di latte o mangiare uno yogurt, in quanto i lattiero-caseari riducono in misura significativa lalito che sa di aglio.
Ancora, il bulbo lascia un odore alle mani che può infastidire: per rimuoverlo basta strofinare per qualche minuto limone o aceto, che elimineranno facilmente le sostanze odorose grazie alla loro acidità. In assenza di aceto o limone un altro elemento in grado di assorbire gli odori è il bicarbonato di sodio.

UN PROTAGONISTA IN CUCINA
Crudo o cotto, tagliato, frantumato o intero, laglio offre una vasta gamma dimpieghi. Secondo la sensibilità di ognuno può essere utilizzato per insaporire i piatti rimuovendolo prima di servire e senza mai sottoporlo a cottura eccessiva che lo rende amaro, bensì cuocendolo sempre lentamente e a fuoco medio.
Il suo utilizzo principale è come condimento e quale ingrediente per i soffritti, ma si può anche gustarlo sulla carne, aggiungerlo a una salsa, strofinarlo sul pane o su una ciotola per prenderne il sapore.
Uno dei modi migliori per consumarlo e beneficiare delle sue proprietà è spremere un paio di spicchi freschi, aggiungervi del buon olio extravergine di oliva, un pizzico di sale e utilizzare il tutto come condimento crudo.

IMPIEGHI E RICETTE
Conservato a temperatura ambiente, in un luogo fresco e asciutto, laglio è protagonista di numerose ricette tra le quali:
– spaghetti aglio, olio e peperoncino;
– pesto alla genovese e alla trapanese;
– la tradizionale bagna cauda piemontese;
– lagliata, salsa che si ottiene pestando in un mortaio di marmo degli spicchi daglio, aggiungendo sale e olio (pepe a piacere piccante o dolce) e amalgamando con un po di mollica di pane inzuppata nellaceto bianco fino ad ottenere una salsa liscia e cremosa, che potrà insaporire sia i bolliti di carne che di pesce;
– il gazpacho casereccio;
– le bruschette daglio, ottenute strofinando dellaglio crudo sul pane abbrustolito.









