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L’ALTRA MEDICINA: RIMEDI NATURALI PER CANI E GATTI

#QuaLaZampa: i consigli del veterinario, dottoressa Dorella Bandini
L’ALTRA MEDICINA: RIMEDI NATURALI PER CANI E GATTI
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La stagione invernale, con il freddo e le giornate corte, non è facile da affrontare neppure per il ben equipaggiato fisico dei nostri quattro zampe. Se l’inverno si fa pungente, possiamo aiutare cani e gatti con erbe medicinali, integratori, funghi e omeopatia. Scopriamo insieme di più. 

 

 

È vero che cani e gatti, quando sono in buona salute, possono contare sul loro folto mantello e sull’ottima capacità di termoregolarsi. Tuttavia è altrettanto vero che una buona preparazione e una giusta integrazione non sono mai eccessive. Il mio consiglio è di ricorrere a una medicina alternativa a base di principi naturali di facile uso, senza mai eccedere né improvvisare nel “fai da te”.

 

 

UMORE

Per fortuna i nostri compagni non soffrono di vere e proprie forme depressive, ma spesso è impossibile non trasmettere loro la malinconia di una giornata uggiosa. Anche se non totalmente comprovato, l’utilizzo di omeopatici (Ignatia amara, Aurum metallicum, Valeriana, Silicea) aiuta i soggetti più ansiosi. I fitoterapici con lupulus e withania (DìRelax) migliorano diversi disturbi comportamentali. L’aromaterapia (essenze di lavanda, vetiver, fiori d’arancio) risulta gradevole e utile anche per noi umani. Dal canto suo, Micio distende i nervi con i feromoni (Feliway) e il calduccio di stufe e termosifoni.

 

 

LARINGITE 

infiammazione della laringe è in questo periodo tra i motivi più frequenti di una visita dal veterinario, anche se non c’è febbre e lo stato generale è buono. La diagnosi è certa se latrato e miagolio sono rauchi e deboli, se compare una tosse secca e stizzosa accompagnata a una difficoltosa deglutizione, e se toccando il sottogola più sensibile rilevo
gonfiore e dolore. Di solito in questi casi prescrivo rimedi naturali come l’Arnica compositum in compresse o gocce; il macerato glicerico di Rosa Canina (dieci gocce al dì); la propoli in preparato fitoterapico (un cucchiaino più volte al giorno) ed il decotto di erisimo per ridurre l’afonia.

 

 

DIFESE IMMUNITARIE 

Specialmente per i disturbi collegati al periodo freddo come raffreddore, tracheiti, disturbi influenzali, bronchiti, congiuntiviti, dolori muscolari e articolari dei più anziani, ricorro alla medicina dolce lavorando d’anticipo nel rinforzare le difese immunitarie.

 

Quando fa “un freddo da cani” utilizzo antivirali naturali come l’Astragalo, pianta che ha un ruolo fondamentale nella medicina tradizionale cinese; il sambuco, in soluzione idroalcolica; le radici di tarassaco, indicato anche nei cuccioli per le sue proprietà disintossicanti e colagoghe; e quelle di liquirizia, antico rimedio dal gusto gradevole anche per Fido.

 

Durante le giornate sulla neve aggiungo alla pappa dei miei cani l’echinacea, una pianta con effetto antivirale, antibatterico e antibiotico (una capsula al giorno per due settimane) insieme a vitamina C, complesso B ed aloe per rafforzare le difese contro il gelo e gli sbalzi di temperatura. Per la vecchia border Dory uso il fungo Reishi, che conferisce salute e longevità, alternato al Maitake, un altro fungo molto apprezzato nei paesi asiatici per i suoi effetti immunostimolatori.

 

 

UN FREDDO… DA CANI

Da sempre il migliore amico dell’uomo, Fido non ne ha sempre condiviso gli spazi abitativi come avviene oggi, conquistando un posto d’onore anche negli abitacoli dei veicoli ricreazionali. Per millenni ha trascorso la sua esistenza interamente all’aperto, svolgendo il suo fondamentale compito di guardiano. Ciò è stato possibile grazie alla sua resistenza al freddo, sicuramente superiore a quella della specie umana, e probabilmente è a questo che si deve l’espressione “fa un freddo da cani”.

 

Attenzione però: non tutte le razze reggono in egual misura l’abbassarsi della colonnina di mercurio. Fra le varietà più adattabili al gelo c’è l’Alaskan malamute, dal nome della tribù inuit Mahlemiut che lo selezionò per il traino da slitta, ma anche per scaldarsi negli igloo. Un cane forte socievole e dal buon carattere che non va confuso con il Siberian husky, un altro bellissimo giocherellone dal pelo folto largamente impiegato nelle mute da traino.

 

 

FOREST BATHING… A SEI ZAMPE

L’idea di combattere lo stress e la malinconia delle buie e corte giornate invernali passeggiando nei boschi fu concepita negli anni Ottanta in Giappone con il nome di Shinrin-yoku (bagno nella foresta): il successo fu tale che venne inserita persino in un programma di salute pubblica nazionale. Io il forest bathing all’italiana lo faccio con i miei cani ogni qualvolta ci è possibile immergerci nel silenzio della natura, avvolti solo dagli alberi, dal rumore del vento che soffia tra le fronde e dai versi degli uccelli selvatici. Durante il nostro “bagno nei boschi” siamo tutti più sereni, attenti, concentrati e recuperiamo il buon sonno. E per finire, coccole e relax al calduccio dell’abitacolo del camper.