Sign In

LE FRAGOLE. CHE PASSIONE E CHE POTENZA!

#StiamoBene: i consigli della dottoressa Debora Rasio
LE FRAGOLE. CHE PASSIONE E CHE POTENZA!
Facebook
WhatsApp
Email

Arriva la primavera e ci porta con generosità una profusione di doni: fra questi ci sono le fragole, piccoli grandi frutti che maturano tra i mesi di aprile e giugno. Per il colore rosso acceso e la forma a cuore furono elette da Greci e Romani quale “frutto della passione”: gli antichi ne apprezzavano, oltre al gusto, anche l’inconfondibile profumo e le servivano durante le feste in onore di Adone.

 

 

Originaria delle regioni alpine dove cresce allo stato selvatico (il nome scientifico della fragola di bosco è fragaria vesca), la pianta della fragola ha iniziato a essere coltivata nel XVII secolo anche a scopi ornamentali. Ma è solo a partire dal XIX secolo che, grazie ai progressi delle tecniche di conservazione e dei trasporti, è aumentata la sua disponibilità sul mercato e il suo impiego in campo alimentare è diventato sempre più comune. Se prima di allora, complice l’alta deperibilità, le fragole erano considerate un bene di lusso destinato a pochi, oggi, salvo alcune eccezioni, è molto più facile beneficiare delle loro innumerevoli proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, diuretiche, depurative e disintossicanti.

 

 

TRA GLI ALIMENTI A PIÙ ALTO POTERE ANTIOSSIDANTE

Il colore rosso acceso delle fragole è conferito dalle antocianine, uno dei tanti tipi di flavonoidi in esse presenti e che ne fanno uno degli alimenti posti al vertice della scala

ORAC (Oxygen Radical Absorbance Capacity), la classifica dei cibi basata sul potere antiossidante contro i radicali liberi e lo stress ossidativo.

 

C’è poi la grande ricchezza in vitamina C, l’antiossidante per eccellenza, che integrata quotidianamente nell’alimentazione rafforza il sistema immunitario e protegge la salute delle arterie, svolgendo un importante ruolo di prevenzione dalle malattie riconosciuto anche in campo oncologico. Per dare un’idea, basti pensare che cinque fragole equivalgono un’arancia in quanto ad apporto di vitamina C.

 

 

A MISURA DI DIABETE E MENOPAUSA

Chi è tenuto a controllare i propri valori glicemici ha spesso un rapporto complesso con la frutta, alimento notoriamente zuccherino. Al contrario, le fragole possono essere assunte dai diabetici: consumate dopo un pasto ricco di carboidrati, infatti, frenano l’innalzamento dei valori di glucosio nel sangue.

 

Questo avviene perché, oltre a essere povere di zuccheri (non a caso mitighiamo spesso il loro sapore amarognolo con un dolcificante: niente di più sbagliato!) le fragole sono ricche di acidi che contribuiscono a migliorare il metabolismo degli zuccheri, contenendo i picchi glicemici e d’insulina indotti dell’assunzione di carboidrati.

 

Ecco perché un piatto di cereali in chicco come il farro o l’orzo seguito da una porzione di fragole rappresenta un’ideale soluzione per un pranzo primaverile fresco, calibrato e ricco di nutrienti.

 

La ricchezza di minerali quali calcio, silicio e magnesio, unita a un buon apporto di iodio, rende inoltre le fragole un alimento amico della tiroide e delle ossa e adattissimo alle donne in menopausa e in gravidanza, oltre che ai bambini.

 

 

AMICHE DEL CUORE…

Le fragole sono un toccasana per il cuore poiché la loro azione antiossidante e antinfiammatoria si esercita anche sull’apparato circolatorio. Diminuisce così la percentuale nel sangue di LDL, il cosiddetto colesterolo “cattivo”, specialmente della quota ossidata; e al contempo aumenta la capacità antiossidante del sangue e si riduce la produzione di angiotensina, un ormone la cui iperattività provoca vasocostrizione aumentando la pressione sanguigna con tutti i noti rischi che ne derivano.

 

 

… E DELL’INTESTINO

Rinfrescanti, diuretiche e disintossicanti, le fragole sono particolarmente efficaci se mangiate a stomaco vuoto. La ricchezza di fibre coadiuva la digestione; inoltre, essendo le fragole anche una buona fonte di acido citrico, svolgono un’azione disinfettante a livello intestinale.

 

 

MANGIARNE TANTE, SPESSO, E SOLO BIOLOGICHE

Come sopra evidenziato, le fragole maturano tra aprile e giugno: se è sempre consigliabile consumare frutta e verdura di stagione e possibilmente biologica, in questo caso diventa imperativo. Proprio per la sua alta deperibilità, infatti, questo frutto rientra fra gli alimenti vegetali più soggetti all’uso di pesticidi al fine di conservarlo quanto più possibile durante il trasporto. Dovremmo perciò scegliere esclusivamente fragole biologiche, specialmente per i nostri bambini ma anche per noi.

 

Sulle fragole non biologiche, infatti, la presenza di pesticidi è la regola, e il multiresiduo – ovvero la presenza di diversi pesticidi in contemporanea – riguarda l’ottantuno per cento dei campioni italiani analizzati.

 

Lavarle bene purtroppo non è di aiuto, poiché le fragole tendono ad assorbire acqua e quindi anziché eliminare le sostanze dannose le faremmo semplicemente penetrare più in profondità.

 

Per beneficiare di tutto il potenziale benefico di questo frutto non basta spizzicare una fragolina ogni tanto, ma approfittare della primavera per un consumo frequente – più volte a settimana – e abbondante senza temere l’apporto calorico (pari soltanto a trentadue chilocalorie ogni cento grammi).

 

Versatili, si prestano a macedonie, si possono aggiungere allo yogurt bianco, sono perfette da consumare a colazione o a merenda. I bambini le adorano: approfittiamo di questa eccezione alla loro frequente “diffidenza” nei confronti della frutta!

 

 

PER MOLTI, MA NON PER TUTTI

Dalle fragole devono astenersi coloro che sono sensibili all’istamina (poiché ne favoriscono il rilascio), i bambini fino a due anni e i soggetti con molteplici allergie ai pollini. Le reazioni si manifestano attraverso orticaria, prurito, mal di testa, gonfiore alle labbra, alla lingua, al viso.