Da quando i cibi light e le bibite diet sono entrate nel mercato con la promessa di proteggerci da obesità e diabete, queste malattie sono aumentate vertiginosamente fino a raggiungere il livello di vere e proprie pandemie. Ma cosa si nasconde davvero dietro le calorie zero?

Oggi sappiamo con certezza che i dolcificanti artificiali, di fatto, aumentano il rischio di diabete e obesità.
Uno studio pubblicato nel 2013 sullAmerican Journal of Clinical Nutrition (e supportato da numerosi altri studi precedenti) condotto su oltre 66.000 donne è arrivato a conclusioni inquietanti:
le bibite diet aumentano il rischio di diabete più di quelle zuccherate;
chi beve una bibita diet al giorno ha un aumento del rischio di diabete del 33 percento, mentre in chi ne beve due, il rischio è aumentato del 66 percento;
chi consuma regolarmente bibite diet ne beve il doppio rispetto a chi consuma quelle zuccherate, perché i dolcificanti artificiali creano maggiore dipendenza rispetto allo zucchero. Negli Stati Uniti, dove il 37 percento delle persone è obesa o grande obesa, il consumatore regolare di bibite gassate diet ne consuma mediamente 3 al giorno;
i dolcificanti artificiali aumentano il rischio di diabete indipendentemente dallaumento del peso corporeo.

I dolcificanti di sintesi sono centinaia di volte più dolci dello zucchero, e attivano il desiderio per sostanze dolci più di ogni altra sostanza. Daltro canto, peggiorano la sensibilità allinsulina predisponendo allaumento di peso. Gli studi dimostrano che gli animali che assumono dolcificanti artificiali mangiano di più, hanno un rallentamento del metabolismo, e mettono su il 14% in più di grasso in sole 2 settimane, anche mangiando meno calorie. Nelluomo, consumare bibite diet raddoppia il rischio di obesità.
Oggi finalmente sappiamo qualcosa in più sul meccanismo con cui i dolcificanti di sintesi inducono diabete e obesità. Uno studio pubblicato lo scorso settembre sulla prestigiosa rivista Nature, ha dimostrato che saccarina, aspartame e sucralosio peggiorano il controllo della glicemia e del peso corporeo agendo sulla flora batterica intestinale.

I DANNI DEI DOLCIFICANTI ARTIFICALI
Gli scienziati hanno somministrato questi dolcificanti ai topi per 11 settimane, e hanno scoperto che gli animali sviluppavano intolleranza al glucosio, un indicatore di possibile futuro sviluppo di diabete. I topi a cui era stato somministrato glucosio, invece, non mostravano lo stesso pericoloso innalzamento della glicemia.
A questo punto lo studio è proseguito sulluomo. Sette volontari hanno assunto dolcificanti artificiali con un dosaggio allinterno dei limiti previsti per luomo, per 5 giorni. Quattro sono diventati intolleranti al glucosio, e la loro flora intestinale è cambiata in un modo che noi oggi associamo alla malattie metaboliche. Il trapianto di questa flora a topi normali è risultata nellinnalzamento della glicemia nei topi, a dimostrazione che la flora batterica svolge un ruolo importante nel controllo della glicemia.
Lidea che sostituire lo zucchero o le bibite zuccherate con prodotti a zero calorie aiuti a perdere peso non solo è falsa, ma, alla luce delle attuali conoscenze, è del tutto superata. È stata unottima strategia di marketing che ha fatto arricchire settori di industria per decadi, contribuendo in modo importante allepidemia di obesità e disturbi metabolici che oggi affligge milioni di persone.

I DANNI DEI DOLCIFICANTI ARTIFICALI NON FINISCONO QUI
Laspartame è metabolizzato in metanolo e formaldeide, due sostanze estremamente tossiche per le cellule, incluse quelle nervose.
Lesposizione per lungo tempo allaspartame promuove perdita di memoria, demenza, disturbi della vista, ansia e depressione, morbo di Parkinson, tumori del cervello e altri tipi di tumore, inclusi leucemie e linfomi.
Alla larga anche dal fruttosio, presente in merendine e succhi di frutta e frequentemente consigliato ai diabetici per il suo basso indice glicemico. Oggi sappiamo che il fruttosio ad alte dosi è tossico per le cellule epatiche dove viene metabolizzato in grassi che si depositano nel fegato (inducendo fegato grasso o steatosi epatica), nei muscoli e nel pancreas, peggiorando così la sensibilità allinsulina e predisponendo al diabete e altre malattie metaboliche.

ABITUIAMOCI A RIDURRE IL CONSUMO DI ZUCCHERO GIORNALIERO









