Il camper ci consente di portare in viaggio con noi gli animali anziché lasciarli da soli a casa. Ma ogni specie ha caratteristiche diverse e dobbiamo tenerne conto.
Si fanno salire sul camper i cani, il gatto, il criceto, si chiude la porta, si mette in moto: una nuova avventura pleinair ha inizio. Ma per muoverci con i nostri animali dobbiamo essere adeguatamente preparati. Nel mio mestiere di medico veterinario, ad esempio, mi vengono sovente poste domande su alcuni particolari comportamenti in viaggio. Senza avventurarmi nel terreno delladdestramento vero e proprio, tendo a dividere i viaggiatori a quattro zampe in tre gruppi.

VIAGGIATORI PASSIVI
Condividono il camper con noi ma non hanno interesse per i luoghi che raggiungiamo e se ne stanno tranquilli nella loro gabbietta. Come il nostro criceto Giorgia.

VIAGGIATORI SEMI-PASSIVI
Preferiscono poltrire in mansarda guardando il mondo dalloblò e scendono di rado, magari legati al loro filo di Arianna e non sempre a loro agio. Con la nostra micina Fibi (lunica viaggiatrice della mia cat family) abbiamo precorso i tempi. Labbiamo portata nello zainetto sulle spalle, per poterla nutrire con il biberon anche durante le nostre escursioni con i cani. Ora per i gattini che sanno adattarsi cè il Cat Back Pack, che si può acquistare allestero.

VIAGGIATORI ATTIVI
È con i cani che possiamo condividere tutto o quasi, avendo laccortezza di non sganciare il guinzaglio finché non saremo davvero sicuri di poterlo fare. Vi consiglio di tenere sempre il vostro Fido sotto controllo quando non siete soli, specialmente se fate sosta in aree affollate. Il nostro espansivo Drift ha rischiato di essere azzannato dal bisbetico molossoide lasciato libero fuori da un Carthago parcheggiato di fianco al nostro camper. Durante una sosta un meticcio in fuga ci è salito a bordo, creando un certo scompiglio. Piggy faceva pipì dietro a un cespuglio quando un cane curioso lo ha colto di sorpresa spaventandolo, ma per fortuna era al guinzaglio.

LINCONTRO CON ALTRI EQUIPAGGI
Quando poi si viaggia con altri equipaggi e ci sono compagni di zampa vari e diversi, ecco che dobbiamo cercare di andare tutti daccordo. Uno dei modi più simpatici per farli socializzare è di invitarli a fare una bella corsa sullerba. Magari scegliendo un posticino tranquillo di montagna o collina dove anche noi umani possiamo rilassarci fra una chiacchiera e laltra.
Le cose tendono a complicarsi quando ci capita di ospitare un passeggero non di famiglia. È buona abitudine farlo conoscere e annusare ben bene prima della partenza, sperando che ci sia feeling.

E QUANDO A BORDO CI SONO PIÙ CANI?
Bisogna mettere in campo esperienza e buon senso. Ogni membro della mia famiglia pelosa ha avuto un periodo di prova prima di essere ammesso, con tutti i diritti, a far parte dellequipaggio.
Skiuma, la nostra border tenerona, le prime volte che viaggiava con la dominante Dory che le ringhiava a vista, si mummificava in un cantuccio. Era pronta a buttarsi a terra pancia allaria in segno di sottomissione, e per spostarla dovevamo trascinarla. Sgridando e rassicurando, le due border sono entrate presto in sintonia. E quando si è aggiunta la tranquilla Gladys, una Shetland in più non ha creato problemi. Poi un cane tira laltro…
A Bella, la segugia maremmana, non è mai piaciuto stare in gruppo. Quando il garage era troppo affollato cercava vie di fuga scavando la moquette e cercava di scappare ad ogni occasione, nonostante guinzaglio e pettorina. Ma con dolcezza, fermezza e tanti bagni di folla a sei zampe abbiamo arruolato anche lei.









