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Un viaggio nella Food Valley italiana

Se non vuoi leggerlo, puoi ascoltarlo! L’Italia ha una tradizione gastronomica che non trova eguali nel mondo. Una ricchezza varia ed eterogenea: possiamo gustare ricette diverse eppure sempre ottime in ogni angolo dello stivale. Eppure, senza far torto a nessuno, c’è una zona che forse più di tante altre ha fatto del mangiar bene il […]

Un viaggio nella Food Valley italiana
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Se non vuoi leggerlo, puoi ascoltarlo!

L’Italia ha una tradizione gastronomica che non trova eguali nel mondo. Una ricchezza varia ed eterogenea: possiamo gustare ricette diverse eppure sempre ottime in ogni angolo dello stivale. Eppure, senza far torto a nessuno, c’è una zona che forse più di tante altre ha fatto del mangiar bene il suo tratto distintivo, elevando il cibo a cultura. 

“La chiamano la Food Valley, la valle del cibo”. Allargando il braccio con ampio gesto, Silvano ci presenta la pianura che si distende di fronte a noi. “Potremmo anche definirlo il Granducato del gusto, perché il suo cuore è Parma. Ovviamente non tutti saranno d’accordo perché, vedete, qui la gastronomia è una cosa seria ed è storicamente motivo di una bonaria ma accesa rivalità. Una ulteriore spinta a fare le cose per bene. Meglio: a fare le cose buone”.

 

 

SILVANO ROMANI

Se non vuoi leggerlo, puoi ascoltarlo!

Con il suo sorriso, la sua simpatia e la sua straordinaria perizia, esperienza e professionalità, Silvano ci ha accompagnato nella prima parte del nostro viaggio nella Valle del Cibo. Non poteva andare meglio: non capita certo tutti i giorni di avere come guida Silvano Romani

 

Attento selezionatore e fine degustatore di prodotti d’eccellenza, Silvano Romani è un vero punto di riferimento nel settore dei prodotti tipici e delle lavorazioni artigianali. Salumi, formaggi, vini e drogheria di alta qualità del territorio emiliano, ma anche delle migliori proposte artigianali a livello nazionale.

 

“Nelle mie salumerie”, ci racconta, “si può ancora respirare la tipica aria di bottega di un tempo. Siamo emiliani, e cerchiamo di dare un’accoglienza e un’attenzione tutta emiliana al cliente. Lo accompagniamo nelle scelte gastronomiche dall’antipasto fino al dolce”. Cuochi qualificati seguono meticolosamente tutti i passaggi della produzione, con grande attenzione per la qualità senza tuttavia sacrificare l’artigianalità del prodotto.

“Era il 1965 quando il mio papà Severino aprì la prima bottega a Parma, con mia mamma Bruna e mio fratello Ugo”. Da allora si sono succedute numerose aperture di negozi e salumerie. “Poi ho avuto un’intuizione: la vendita e la somministrazione del prodotto, ma anche la sua cultura, la spiegazione, l’approfondimento, dovevano essere proposte nel medesimo punto vendita”

Questa evoluzione dell’attività ha portato all’apertura, nel 2014, del ristorante bistrot Degusteria Romani nel centro di Parma, e della ristobottega KM90 nel 2016. Quest’ultima, situata presso il casello autostradale di Fidenza, al Km 90 della A1, è una vera porta sulla Valle del Gusto. “Un luogo innovativo, ideale per una sosta all’insegna del buon cibo, dei migliori prodotti artigianali, DOP e IGP e delle più importanti e gustose tradizioni gastronomiche italiane”

Al piano terra, la Ristobottega KM90 propone i prodotti della selezione Silvano Romani e dei migliori fornitori artigianali dell’Emilia Romagna, oltre alla somministrazione veloce di piatti pronti, taglieri e panini gourmet. Al primo piano, i cuochi del ristorante Emiliano preparano a pranzo e a cena le ricette della migliore tradizione gastronomica del territorio. Con la tessera del PLEINAIRCLUB c’è uno strolghino sottovuoto in omaggio per una spesa minima di 50 euro in Bottega. Inoltre, in promozione straordinaria fino al 31/12/2020, per ogni tagliere acquistato in Ristobottega c’è un cestino di torta fritta in omaggio.

 

 

I PRODOTTI DEI NEGOZI SILVANO ROMANI

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“Entrate, entrate pure. Vi aspetto alla ristobottega KM90 e nelle mie degusterie, prosciutterie e salumerie”. Silvano Romani ci invita nei suoi negozi. Davanti ai nostri occhi si para uno spettacolo che sfida gli appetiti delle forchette più robuste.

 

  • Parmigiano Reggiano DOP e Parmigiano Reggiano di Montagna DOP di varie stagionature dalla Selezione Silvano Romani (e non solo), oltre a coltellini per grana, formaggiere e grattuge.
  • Prosciutto di Parma DOP.
  • Salumi locali di ogni tipo, come Culatta, Culatello di Zibello DOP, Salame di Felino IGP, Coppa di Parma IGP, Fiocco stagionato, Strolghino Selezione Silvano Romani, oltre a prodotti tipici di altre zone.
  • Formaggi nazionali di alta qualità (Montasio DOP, Castelmagno DOP, Pecorino).
  • Lambrusco e Malvasia della Selezione Silvano Romani e di altri fornitori locali come le Cantine Ceci, Gutturnio DOC, Sangiovese DOC e diversi altri vini, spumanti e liquori.
  • Aceto Balsamico di Modena IGP e diversi tipi di condimento, funghi porcini secchi e in olio d’oliva, Olio EVO DOP e vari tipi di sottoli, mostarde, antipasti, composte e sughi pronti.
  • Cioccolato al latte e fondente e confetture.
  • Paste confezionate e fresche come Anolini, Tortelli, Passatelli, Tagliatelle e Cappelletti.

 

 

I MUSEI DEL CIBO DELLA PROVINCIA DI PARMA

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Se Silvano è una guida d’eccezione, non lo è certo di meno Giancarlo, coordinatore dei Musei del Cibo della Provincia di Parma. Nati con un progetto del 2000, le diverse strutture espositive si propongono di valorizzare i singoli prodotti che vengono “raccontati”, oltre all’economia e alla cultura locale, ma non solo.

 

“Vogliamo costruire un nuovo prodotto turistico, sviluppando itinerari enogastronomici che vadano a coinvolgere i luoghi di produzione tipica già ‘viventi’ sul territorio, soprattutto quelli più idonei per storia, processo e qualità. Vogliamo che questi luoghi, il territorio, la gente che lo abita e lo visita interagisca con i Musei stessi, con gli eventi che organizziamo e con gli itinerari enogastronomici”, spiega Giancarlo.  

 

Tutti i Musei del Cibo della Provincia di Parma hanno riaperto dopo il lockdown e sono visitabili su prenotazione, usando i dispositivi igienici indicati dalle norme di sicurezza (mascherina e guanti). Noi siamo fortunati, non solo perché possiamo avvalerci delle spiegazioni di Giancarlo, ma anche perché con la tessera del PLEINAIRCLUB c’è il biglietto ridotto per l’iscritto e il nucleo familiare per tutti i Musei del Cibo.

 

Partiamo dalla struttura più giovane. Suprema delizia di questa terra modellata dal Grande Fiume, il Culatello racconta la sua storia nel Museo del Culatello e del Masalén a Polesine Parmense. “Un’antica tradizione legata al maiale nero di Parma, ai pozzi di acqua salata di Salsomaggiore e alla abilità dei masalén, i maestri norcini che ci hanno tramandato per generazioni  la sapienza per la lavorazione di questo squisito salume”. Il Museo è situato lungo la sponda del Po nell’Antica Corte Pallavicina, residenza nobiliare del XV secolo che oggi accoglie un resort d’alta classe e un ristorante di prodotti rigorosamente locali.

 

A Soragna, uno storico e originalissimo caseificio a pianta circolare del 1848 accoglie il Museo del Parmigiano Reggiano. Strumenti e attrezzi d’epoca raccontano il miracolo della trasformazione del latte, che da otto secoli si ripete quotidianamente in questa terra generosa.

 

A Collecchio troviamo la Corte di Giarola, antichissima “grancia” benedettina dove in due percorsi espositivi rivive la tradizione agricola di altri due prodotti che, sposati insieme in mille ricette, rendono l’Italia famosa del mondo. Parliamo della pasta e del pomodoro. Il Museo della Pasta racconta la storia del grano, della sua coltivazione e trasformazione, con un intero pastificio dell’800. Il piatto principe della cucina italiana si gusta al ristorante della Corte. Il percorso espositivo del Museo del Pomodoro narra invece la storia di questo frutto delle Americhe e della sua straordinaria diffusione nel territorio parmense, ancor oggi leader nella trasformazione. Il tutto attraverso antichi macchinari e inattese curiosità, ovviamente all’insegna del pomodoro.

 

Allestito nella Rocca Sanvitale a Sala Baganza, posta al centro di colli coperti di viti, il Museo del Vino offre nelle sue cantine un viaggio affascinante alla scoperta del vino parmense, dai reperti di epoca romana agli attrezzi della viticoltura, dagli oggetti della cantina fino alla degustazione.

 

Un altro splendido maniero parmense da non perdere è il Castello di Felino, nell’omonima località. Sorto a difesa dei percorsi della Val Baganza già nel XII secolo, domina dal colle la pianura e offre un panorama suggestivo dalle sue torri e dai suoi loggiati. Il Cortile d’Onore dal fascino antico accoglie anche un ristorante di charme, aperto solo su prenotazione, ma non solo. 

“In questo luogo che racconta molto del passato locale, ci sembrava giusto far rivivere la storia del Principe dei Salumi. Per questo le antiche cantine del Castello di Felino accolgono il Museo dedicato a una specialità talmente legata al territorio da portarne il nome”. Nel Museo del Salame di Felino possiamo imparare molto del Salame Felino, del maiale nero parmigiano, della cucina rinascimentale e dell’arte dei norcini unita alla sapienza degli artigiani che ancor oggi lo propongono.

 

Dopo il Principe dei Salumi, il nostro viaggio non poteva che concludersi a Langhirano con il Re, sua maestà il Prosciutto di Parma. “Non è un caso che il Museo del Prosciutto di Parma sia nato qui: questa è una zona d’elezione per la sua produzione. Il percorso nasce nella vasta struttura dell’ex Foro Boario, fra il centro storico di Langhirano e il torrente Parma”.

Al Museo del Prosciutto di Parma e dei Salumi Parmensi troviamo tutta la storia e il profumo del prosciutto, dal maiale al sale, dalla sapienza dei norcini alle antiche ricette fino alle tecniche di ieri e di oggi. E dopo la visita, ricca di curiosità inattese, la gioia dell’assaggio nella Prosciutteria del Museo e nel negozio dei prodotti del territorio

 

“Non si può raccontare storia e vita di questi prodotti senza godere dei loro profumi e dei loro sapori”. Per questo i Musei del Cibo della Provincia di Parma sono più di semplici esposizioni, ma propongono percorsi esperienziali con degustazioni o proprio con un ristorante o un negozio interno. 

 

Prima di salutarci, Giancarlo ci invita a visitare i Musei del Cibo della Provincia di Parma e ci ricorda che oltre allo sconto per la convenzione (biglietto ridotto per l’iscritto e il nucleo familiare), è attiva una fantastica promozione speciale con la tessera del PLEINAIRCLUB! Nei weekend fino al 30 settembre 2020 c’è lo sconto del 50% sulla visita guidata (10 euro anziché 20) a fronte di almeno due ingressi. Le visite ai Musei vanno prenotate. 

 

 

CONCLUSIONE

Se non vuoi leggerlo, puoi ascoltarlo!

Ringraziamo di cuore le nostre due insostituibili guide, che ci hanno svelato i segreti della Food Valley e delle sue eccellenze enogastronomiche. Silvano e Giancarlo rinnovano l’invito a visitare i luoghi di questa parte dell’Emilia e le strutture che loro gestiscono per degustare in loco i prelibati prodotti di questa terra. Perché, e questa volta parlano all’unisono, “È solo provandoli sul territorio che possiamo conoscerli e apprezzarli appieno”.  

E allora buon Prosciutto di Parma e buon Parmigiano Reggiano, buoni Salumi e prodotti del parmense, buona Valle del Cibo e… Buoni KM Italia!