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CITY BREAK A BOLOGNA. COSA VEDERE IN UN FINE SETTIMANA

Scopriamo le principali attrazioni del capoluogo dell’Emilia-Romagna, nota per l'arte, la tradizione enogastronomica e la vivacità culturale.
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Ospita l’Alma Mater Studiorum, la più antica università del mondo occidentale ancora attiva, e per questo Bologna è chiamata “la dotta”. Ma anche “la grassa”, per la sua ghiotta tradizione enogastronomica. La città è famosa per i suoi portici, Patrimonio dell’Unesco, e per le torri pendenti della Garisenda e degli Asinelli, ma l’elenco potrebbe continuare a lungo. In definitiva, ci sono tanti buoni motivi per visitare Bologna, una splendida città a misura d’uomo che puoi percorrere a piedi o in bici e che ha conservato l’integrità del tessuto urbano del centro storico. Che ne dici allora di dedicare un city break a Bologna? Continua a leggere e scopri cosa puoi vedere in un fine settimana.

City break a Bologna: Piazza Maggiore.
Palazzo d’Accursio o Palazzo Comunale in Piazza Maggiore

PIAZZA MAGGIORE

Con il suo granito bianco e rosa ricorda la crescente, la tipica focaccia locale. Al punto che i bolognesi chiamano “il crescentone” la pavimentazione sopraelevata di Piazza Maggiore. Per fare un city break a Bologna puoi iniziare proprio da questa antica piazza, cuore della città. 

Qui, infatti, si svolgono molti eventi cittadini e si affacciano alcuni tra gli edifici più importanti. In senso orario partendo da nord trovi il Palazzo del Podestà, il Palazzo dei Banchi, la Basilica di San Petronio, il Palazzo dei Notai e il Palazzo Comunale.

Il cuore politico della Bologna comunale

Il Palazzo del Podestà è stato edificato intorno al 1200, originariamente in stile romanico, poi rimaneggiato in stile rinascimentale. Di proprietà del comune, oggi ospita eventi, rassegne ed esposizioni.

Tra l’edificio e il Palazzo di Re Enzo si trova il Voltone del Podestà, una grande volta a crociera sostenuta da quattro pilastri sormontati da statue. Su quest’ultima spicca la Torre dell’Arengo, cioè la torre civica quadrangolare in cotto con la campana che allertava la popolazione in caso di eventi straordinari. Quella attuale, il campanazzo, risale al 1453.

Palazzo del Podestà – VelvetBologne palazzo del podestaCC BY-SA 4.0

Il Palazzo dei Banchi (XV-XVI secolo) deve questo nome ai banchi sui quali si svolgeva la prima attività bancaria della storia. È detto anche Portico del Pavaglione, perché ospitava una fiera di bachi da seta. Palazzo dei Notai è stato eretto a partire dal 1381 dalla Società dei Notai per farne la propria sede e presenta vetrate a rulli e all’interno affreschi quattrocenteschi.

L’esistenza del Palazzo Comunale è già attestata in un documento del 1287, con il quale viene venduta al Comune di Bologna la dimora del famoso giurista Accursio. Il comune in seguito acquisisce l’intero edificio, che diventa sede municipale fin dal medioevo. Nel tempo subisce diversi cambiamenti, ma viene salvato il torrione tra Via IV Novembre e Piazza Maggiore: la Torre Accursi o Torre dell’Orologio, perché ospita un enorme orologio del diametro di 6,40 metri.

City break a Bologna: la Basilica di San Petronio.
Facciata della Basilica di San Petronio

BASILICA DI SAN PETRONIO

Diamo un po’ di numeri: 132 metri di lunghezza, 60 di larghezza e circa 45 di altezza. Maestosa ed imponente, la basilica di San Petronio è tra le chiese più grandi in Italia e in Europa. Grande quanto la devozione che i bolognesi rivolgono al loro santo patrono, il vescovo del V secolo Petronio. Tanto che, pur non essendo la cattedrale, è un simbolo per la città.

La costruzione dell’enorme edificio tardo gotico inizia nel 1390, vive una storia travagliata (spesso per motivazioni politiche) e resta di fatto incompiuta. Lo si vede benissimo nella facciata, per esempio, che presenta una copertura marmorea solo nella fascia inferiore. Tuttavia, nel 1530 Papa Clemente VII sceglie proprio questa basilica per l’incoronazione di Carlo V a imperatore del Sacro romano impero: una prova dell’importanza del luogo. Soltanto dal 2000 la chiesa custodisce le reliquie di San Petronio.

City break a Bologna: Piazza e Fontana del Nettuno.
La Fontana del Nettuno nella piazza omonima

PIAZZA E FONTANA DEL NETTUNO

Il city break a Bologna continua: dobbiamo fare solo pochi passi per raggiungere Piazza del Nettuno, collegata a Piazza Maggiore sul lato di Palazzo del Podestà. Lo sguardo cade immediatamente sulla grande Fontana del Nettuno, che i bolognesi chiamano “il gigante”. Un capolavoro realizzato dal Giambologna (la statua) e da Tommaso Laureti (la struttura architettonica) nel 1566.

Sulla piazza si affacciano due grandi edifici, uno di fronte all’altro: la Sala Borsa (un’ala di Palazzo d’Accursio che ospita la biblioteca Salaborsa) e il Palazzo di Re Enzo. Quest’ultimo nasce come Palatium Novum, un ampliamento del Palazzo del Podestà, ma diventa ben presto dimora coatta di Re Enzo di Sardegna. Catturato durante la battaglia di Fossalta, il figlio dell’imperatore Federico II di Svevia rimane prigioniero nel palazzo per ben 23 anni, fino alla sua morte.

City break a Bologna: le torri pendenti della Garisenda e degli Asinelli.
Le torri della Garisenda e degli Asinelli

ASINELLI, GARISENDA E LE ALTRE TORRI DI BOLOGNA

Lasciando la piazza, a breve distanza su Via dell’Indipendenza troviamo la barocca cattedrale metropolitana di San Pietro, il Duomo di Bologna, del 1184. Se invece percorriamo Via Rizzoli giungiamo in Piazza di Porta Ravegnana. Quello che troviamo qui, in realtà, si vede già da una distanza molto maggiore. Parliamo della Torre degli Asinelli e della Torre della Garisenda, le due torri pendenti simboli della città, edificate per volere di nobili famiglie ghibelline nel XII secolo: non possiamo fare un city break a Bologna senza vederle!

L’immagine che pubblichiamo, tuttavia, è datata. A causa di importanti segnali di pericolo, infatti, non possiamo visitare le torri all’interno. L’opera di consolidamento dei due monumenti continua mentre si vaglia la possibilità di inserirli tra i beni Patrimonio dell’Unesco per tutelarli ulteriormente.

Lo skyline di Bologna

La Torre degli Asinelli è la torre pendente più alta d’Italia con i suoi 97,20 metri. È stata costruita tra il 1109 e il 1119, probabilmente dal nobile Gherardo Asinelli, da cui prende il nome. Al suo interno presenta una scalinata di ben 498 gradini. Edificata nel 1109 dai Garisendi, la Torre della Garisenda invece è alta 48 metri. In origine raggiungeva i 60 metri, ma è stata “mozzata” per consolidarne la struttura. 

La presenza di questi edifici è dovuta al fatto che, nel periodo medievale, le nobili famiglie bolognesi costruivano torri gentilizie come simbolo del loro prestigio e del loro potere. Si calcola che in città ce ne fossero circa un centinaio. Oggi restano 17 torri, tra le quali oltre alle due più famose citiamo anche la Torre Prendiparte (59,50 metri) e la Torre Azzoguidi (61 metri).

IL CITY BREAK A BOLOGNA CONTINUA, MA PRIMA…

ECCO ALTRE METE IMPERDIBILI PER UN CITY BREAK A BOLOGNA

I portici patrimonio dell'Unesco, meta imperdibile per un city break a Bologna
I portici di Bologna, patrimonio dell’umanità Unesco

I PORTICI PATRIMONIO UNESCO

Durante le passeggiate o pedalate di questo city break a Bologna avrai di sicuro visto alcuni dei suoi magnifici portici. Impossibile non notarli: si distendono per ben 40 km nel centro storico, e raggiungono i 62 km totali se aggiungiamo anche quelli situati “fuori dalle mura”! In questo lungo itinerario, 12 tratti di portici sono Patrimonio dell’umanità Unesco. Insomma, Bologna è proprio la città dei portici!

Breve storia dei portici di Bologna

I portici di Bologna nascono nell’XI secolo. In questo periodo molti cittadini cercano di ampliare (spesso abusivamente) i piani alti degli edifici costruendo sulla facciata dei grandi balconi in legno, gli sporti. Con il tempo gli sporti si ampliano sempre più, tanto da necessitare delle travi di legno come sostegno dal piano stradale. Due secoli dopo, questa pratica è così diffusa che il Comune nel 1288 emana l’obbligo di costruire un portico in muratura per ogni casa. I portici diventano così i luoghi ufficiali per ospitare i commerci e le botteghe artigiane. Inoltre, proteggono dalle intemperie e isolano le case dalla sporcizia. Ancora oggi rappresentano un importante luogo di incontro e aggregazione.

La basilica di Santo Stefano o complesso delle Sette Chiese

BASILICA DI SANTO STEFANO (LE SETTE CHIESE)

Riprendiamo il cammino da Piazza di Porta Ravegnana e raggiungiamo Piazza Santo Stefano, dalla particolare forma triangolare. Siamo in un altro luogo che non può mancare durante un city break a Bologna. Notiamo subito, infatti, una serie di chiese e cappelle collegate da un cortile e da un chiostro, quasi tutti in stile romanico. In realtà sono costruiti in epoche differenti, ma danno un colpo d’occhio molto armonico. Il complesso è conosciuto come “le sette chiese” e costituisce la basilica di Santo Stefano

Gli edifici che compongono l’insieme sono la chiesa del Crocifisso (col presbiterio e la cripta), la basilica del Sepolcro, la basilica dei protomartiri San Vitale e Sant’Agricola, il Cortile di Pilato e la Chiesa del Martyrium. Fanno parte del complesso anche il chiostro medievale e il Museo di Santo Stefano e chiesa della Benda.

Anticamente le chiese erano in effetti sette, ma con le varie ristrutturazioni il numero è stato ridotto a quattro. Il presbiterio, per esempio, un tempo era la chiesa di San Giovanni Battista e la cripta la Chiesa de’ Confessi. Si pensa che il progetto originario del V secolo sia dovuto al vescovo Petronio che voleva riprodurre i luoghi sacri visti in Terra Santa. Non dimenticare di dare uno sguardo all’altro lato della piazza, che offre una magnifica prospettiva sui portici.

Il portico dell’Archiginnasio

L’ARCHIGINNASIO

Come detto, la prestigiosa Università di Bologna è la più antica del mondo occidentale. Una delle sue sedi più belle è stata senza dubbio l’Archiginnasio, che troviamo nel cuore del centro storico. L’edificio fu commissionato da Papa Pio IV e costruito tra il 1562 e il 1563. Presenta un meraviglioso portico con 30 arcate decorate e sormontate da logge. Anche le volte, le sale e le aule magne sono decorate. Assolutamente da vedere il Teatro Anatomico. Oggi l’edificio ospita la Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio.

Il Canale delle Moline visto dalla finestrella di Via Piella

LA FINESTRELLA SUL CANALE DELLE MOLINE

Prima di concludere il nostro City break a Bologna, ti regaliamo una curiosità: sapevi che la città un tempo era ricca di canali, praticamente una “piccola Venezia”? Nel medioevo c’era infatti un ampio sistema di corsi d’acqua che serviva per l’irrigazione e la pulizia, per trasportare le merci e alimentare i mulini. Una parte di questa rete esiste ancora.

Troviamo infatti il canale di Savena, il canale Navile e il canale di Reno (derivato dal fiume omonimo) che presenta a sua volta una diramazione, il canale delle Moline. Quest’ultimo, realizzato nel 1100 come fossato difensivo, era dotato di lavatoi privati e alimentava 15 mulini. 

Buona parte dei canali sopravvissuti è “nascosto”, tra le case o sotto l’asfalto. Per scovare il canale delle Moline esiste un affaccio in Via Piella, una vera e propria “finestrella” che consente di vedere e fotografare uno scorcio nascosto della Bologna antica.

Veduta aerea del santuario della Madonna di San Luca

SANTUARIO DELLA MADONNA DI SAN LUCA

Più volte il grande artista bolognese Lucio Dalla ha citato nelle sue canzoni il magnifico porticato costruito tra il XVII e il XVIII secolo e lungo quasi 4 chilometri che porta al santuario della Madonna di San Luca

La chiesa è situata sul Colle della Guardia a 280 metri di altezza e regala davvero una vista magnifica sul capoluogo emiliano. È proprio per goderci il panorama di Bologna e delle sue luci al tramonto che raggiungiamo il santuario, ultima tappa del nostro city break a Bologna.

Lo stile principale della chiesa è il barocco. Presenta una forma davvero particolare, con linee dinamiche e curve che alternano di continuo sporgenze e rientranze. Il santuario presenta inoltre una grande cupola munita di lanterna dove trovi anche un osservatorio.

[…] e provo un piacere fisico, come quando ero piccolo
e guardavo dal portico di San Luca le luci della città.

Lucio Dalla, Tempo (album “Cambio”, 1990)

San Luca tra storia e leggenda

La storia del santuario della Madonna di San Luca è lunga e ammantata di leggenda. Si narra di un pellegrino giunto in Italia con un quadro della Madonna, che sarebbe stato dipinto da San Luca evangelista in persona. L’uomo doveva portare l’effige sul Monte della Guardia, come indicato da un’iscrizione presente sul quadro.

Dai documenti storici sembra invece che la costruzione della chiesa sia dovuta ad Angelica Bonfantini, che voleva condurre vita monastica da eremita. La Bonfantini chiese e ottenne da Papa Celestino III il permesso di costruire una chiesa, la prima pietra della quale – benedetta e inviata da Roma – venne posta nel 1193. Il processo di costruzione fu però molto lungo, con numerose ristrutturazioni, e venne concluso solo nella seconda metà del 1700.

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