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CITY BREAK a Padova. Scopri i Musei

Una fuga dalla quotidianità alla scoperta del patrimonio storico, artistico e culturale della città, custodito nell'ampia rete dei Musei Civici.
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Una città a misura d’uomo con tanti spazi verdi e vie ciclabili. Ricca di storia, di capolavori artistici e culturali, alcuni dei quali tutelati dall’Unesco e custoditi nella pregevole rete dei Musei Civici: tappe imperdibili durante la visita. A Padova ci sono tutti gli ingredienti per un city break in camper, anche le opportunità di risparmio con la tessera del PLEINAIRCLUB. Partiamo allora per un city break a Padova per visitare la città e scoprire i Musei Civici convenzionati.

Un dettaglio di Prato della Valle – LNLNLN, Prato della Valle Padua Italy, CC0 1.0

Piazze suggestive, chiese imponenti, verde diffuso. Uno dei fattori che rendono Padova perfetta per un city break è che possiamo parcheggiare tranquillamente il camper e vivere la città a piedi o in bicicletta. La maggior parte dei punti di interesse sono infatti vicini tra loro e la città presenta dei comodi portici che possono ospitarci in caso di pioggia. Un city break a Padova non può prescindere dai Musei Civici, un’importante rete che custodisce anche opere di recente entrate nel patrimonio Unesco. Iniziamo però la visita da uno dei monumenti più vistosi, anche in senso letterale: Prato della Valle.

Si tratta di un’intera piazza monumentale, formata da una grande isola centrale (detta Memmia) da cui partono quattro ponti e altrettanti viali. L’isola è circondata da un doppio basamento con 78 statue di personaggi illustri. A due passi da qui troviamo l’Orto Botanico (patrimonio dell’umanità Unesco) e la Basilica di Santa Giustina.  

La basilica abbaziale di Santa Giustina – Didier Descouens, Abbazia di Santa Giustina2, CC BY-SA 4.0

BASILICA DI SANTA GIUSTINA

La basilica abbaziale di Santa Giustina, una delle più grandi del mondo, si erge vicinissima a Prato della Valle. Nei secoli ha subito numerosi danni e rifacimenti, tanto che a lungo è stata un vero e proprio cantiere aperto. 

Le sue origini affondano in un tempo molto lontano. L’inizio della costruzione risale infatti al VI secolo sul luogo della tomba di Santa Giustina di Padova, martirizzata nel 304. Tuttavia, la basilica nelle sue forme attuali è stata consacrata solo nel 1606. 

Custodisce opere del Veronese e le reliquie di numerosi santi. Tra questi anche San Luca evangelista, San Mattia apostolo, San Prosdocimo, Santa Felicita, San Giuliano, San Massimo, il Beato Arnaldo da Limena e naturalmente Santa Cristina.

Gli affreschi di Giotto nella Cappella degli Scrovegni

CAPPELLA DEGLI SCROVEGNI

Un altro simbolo di Padova nonché un altro bene tutelato dall’Unesco è rappresentato dai meravigliosi affreschi di Giotto nella Cappella degli Scrovegni. L’artista illustrò la vita della Vergine e di Cristo tra il 1303 e il 1305, su commissione di Enrico Scrovegni. A lungo gli studiosi hanno discusso su come Giotto abbia ottenuto gli splendidi toni di blu e d’oro, che possiamo ammirare anche durante le aperture serali. Gli affreschi sono stati inseriti nella lista Unesco come parte del ciclo di lavori del XIV secolo Padova Urbs Picta.

Un chiostro dei Musei Civici agli Eremitani – © Jörgens.miCC BY-SA 3.0, Museo d´Arte Medioevale e Moderna (Padova) jm56863, CC BY-SA 3.0

I COMPLESSI DEGLI EREMITANI E DI PALAZZO ZUCKERMANN

Il nostro City Break a Padova ci porta a scoprire altri due musei, vicinissimi alla Cappella degli Scrovegni, praticamente sulla stessa piazza. Parliamo dei Musei Civici agli Eremitani e Palazzo Zuckermann. I primi costituiscono un complesso che comprende il Museo Archeologico e il Museo d’Arte Medioevale e Moderna, ospitati nei chiostri dell’ex convento dei frati Eremitani. Clicca qui e scopri lo sconto con la tessera del PLEINAIRCLUB nei Musei Civici agli Eremitani.

Anche Palazzo Zuckermann è un sistema che racchiude più esposizioni: il Museo di Arti Applicate e Decorative e il Museo Bottacin. Quest’ultimo prende il nome da Nicola Bottacin, facoltoso commerciante che donò il suo patrimonio di monete e opere d’arte. Clicca qui e scopri lo sconto con la tessera del PLEINAIRCLUB nei Musei di Palazzo Zuckermann.

Cavallo Ligneo e affreschi all’interno del Palazzo della Ragione

PIAZZA DELLE ERBE E PALAZZO DELLA RAGIONE

Piazza delle Erbe si riconosce dalla grande fontana a lato della piazza. Dalla parte opposta c’è Piazza della Frutta, caratterizzata dalla medievale Colonna del Peronio. Il suo nome deriva dal latino “perones”, calzature vendute vicino alla colonna. Assolutamente d’obbligo durante un city break a Padova la visita al Palazzo della Ragione, uno dei Musei Civici che domina la piazza. 

La caratteristica copertura a forma di carena di nave rovesciata del Palazzo della Ragione è davvero inconfondibile. La costruzione dell’edificio iniziò nel 1218 ad opera di Giovanni degli Eremitani. Imperdibile nella sala pensile al piano superiore il pregevole soffitto ligneo affrescato. Anche questi affreschi fanno parte del ciclo Padova Urbs Picta patrimonio dell’umanità Unesco.

Un curiosità: all’interno del palazzo trovi anche la “pietra del vituperio”, in origine collocata in Piazza della Frutta. Anticamente serviva a punire i cittadini che si erano troppo indebitati e non potevano più saldare. Costretti a rimanere in mutande e a confessare ad alta voce in pubblico la loro colpa, dovevano battere tre volte le natiche sopra la pietra. Il tutto, mentre ripetevano a voce alta “cedo bonis” cioè “rinuncio ai beni” prima di venire espulsi dalla città. Sembra che da questa punizione derivi l’espressione “restare in braghe di tela”.

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SCOPRI ALTRE TAPPE DEL CITY BREAK A PADOVA

Piazza dei Signori con la Torre dell’orologio astronomico – Tournasol7, Palazzo del Capitanio in Padua (2), CC BY 4.0

PIAZZA DEI SIGNORI E L’UNIVERSITÀ DI PADOVA

Altra piazza suggestiva di Padova è Piazza dei Signori, sulla quale si erge la Torre dell’Orologio astronomico. Questo presenta una particolarità: se guardi bene noterai l’assenza del segno della Bilancia. L’orologio infatti fa riferimento al sistema pre-romano, nel quale le costellazioni della Bilancia e dello Scorpione erano unite.

Passando attraverso l’ingresso situato nella torre si raggiunge Palazzo Liviano, che ospita alcune facoltà dell’Università di Padova. Questa è tra le più antiche, famose e prestigiose d’Italia. Vanta infatti un primato mondiale, non soltanto italiano: il 25 giugno 1678 vi si laurea Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, la prima donna laureata al mondo

La basilica di Sant’Antonio

LA BASILICA DI SANT’ANTONIO

La Basilica di Sant’Antonio è meta di pellegrini che giungono da ogni parte del mondo e merita una visita anche dal punto di vista artistico. La sua costruzione fu iniziata nel 1232 per custodire la tomba del frate francescano portoghese Antonio, morto a Padova nel 1231. In quel luogo esisteva già una chiesa dedicata a Maria, poi inglobata nella Basilica come Cappella della Madonna Mora. Accanto alla chiesetta nel 1229 era stato fondato (forse dallo stesso Sant’Antonio) il convento dei frati.

La basilica presenta una particolare fusione di stili, con elementi romanici, gotici, bizantini e moreschi. Inoltre, l’edificio custodisce importanti opere d’arte: a decorarla sono stati infatti chiamati artisti di grande prestigio, da Giotto al Mantegna. Non a caso anche la Basilica di Sant’Antonio è un sito Unesco del ciclo Padova Urbs Picta. Da non perdere la Cappella di Sant’Antonio e la Cappella delle reliquie dove è conservata la lingua del Santo.

La Loggia Cornaro e una parte dell’Odeo – ERRERigo, ODEOCORNAROESTERNO2017Rigon, CC BY-SA 4.0

LOGGIA E ODEO CORNARO

La Loggia e l’Odeo Cornaro rappresentano due tra le più raffinate testimonianze del Rinascimento padovano. Dei due edifici, la Loggia era dedicata alle rappresentazioni teatrali, mentre l’Odeo era un auditorium per musica e dibattiti.

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L’oratorio di San Michele – Filippof, S-mich, CC BY-SA 3.0

ORATORIO DI SAN MICHELE

Un’altra tappa che non può mancare durante un city break a Padova è l’Oratorio di San Michele, inserito tra i Musei Civici. Ingiustamente meno famoso di altri siti patavini, è un eremo decorato con splendidi affreschi, anche questi dichiarati patrimonio dell’umanità Unesco nel ciclo Padova Urbs Picta. Si tratta di dipinti dal tono semplice e dall’ambientazione domestica, ma le pitture a volte richiamano personaggi storici realmente esistiti. La struttura è convenzionata con il Club: clicca qui e scopri lo sconto con la tessera del PLEINAIRCLUB. 

L’oratorio di San Rocco – Filippof, S-rocco, CC BY-SA 3.0

ORATORIO SAN ROCCO

Un altro piccolo gioiello da non farsi sfuggire durante un city break a Padova è un altro dei Musei Civici, l’Oratorio San Rocco. Non farti sviare dalla facciata semplice (anche se elegante). La struttura infatti nasconde all’interno l’antica cappella, nella sala inferiore. Questa è stata affrescata tra il 1536 e il 1545 con pregevoli opere che rappresentano scene della vita di San Rocco.

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Il Museo del Risorgimento e dell’Età Contemporanea nel Caffè Pedrocchi – Tournasol7, Museo del Risorgimento in Padua (1), CC BY 4.0

MUSEO DEL RISORGIMENTO E DELL’ETÀ CONTEMPORANEA

Il nostro city break a Padova tra monumenti, musei e basiliche si sta per concludere. È il momento di goderci un aperitivo per chiuderlo in bellezza! Possiamo andare al Caffè Pedrocchi, un locale davvero storico e famoso. Pensa che un tempo era aperto notte e giorno e per questo è noto anche come “caffè senza porte”.

Puoi approfittarne per visitare il Museo del Risorgimento e dell’Età Contemporanea, ospitato nel piano nobile dell’edificio. L’esposizione è convenzionata con il Club e documenta 150 anni di storia locale e nazionale. Clicca qui e scopri lo sconto con la tessera del PLEINAIRCLUB.

La Casa del Petrarca

CASA DEL PETRARCA • ARQUÀ PETRARCA

In questo city break a Padova abbiamo visitato quasi tutti i Musei Civici convenzionati con il PLEINAIRCLUB. Anche se non si trova proprio a Padova, sarebbe un peccato tornare a casa lasciando indietro soltanto la Casa del Petrarca, nel suggestivo e vicino borgo di Arquà Petrarca.

Fu lo stesso Francesco Petrarca a scegliere e a curare di persona i lavori di restauro del palazzo dove avrebbe trascorso l’ultimo periodo della sua vita. L’edificio, originario del Duecento, si trova appunto nel borgo di Arquà Petrarca, che proprio in onore del poeta prese il nome attuale. La ricostruzione degli ambienti nelle sale è tale da farci respirare tutta l’atmosfera del tempo.

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