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DOVE ANDARE IN CAMPER A NOVEMBRE

Tre suggerimenti da parte del PLEINAIRCLUB per i tuoi viaggi e le tue gite fuori porta durante i weekend.
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In autunno, i weekend possono essere un’ottima occasione per partecipare a eventi fantastici o per scoprire e visitare in camper luoghi molto interessanti. Cerchi consigli su dove andare in camper a novembre? Continua a leggere e scopri le mete che abbiamo selezionato per te!

Se ti stai chiedendo dove andare in camper a novembre per un viaggio o un weekend fuori porta, abbiamo selezionato per te tre luoghi in VenetoUmbria e Calabria. Una rocca di vedetta sul territorio circostante, che regala la vista di paesaggi suggestivi. Un borgo medievale dalla straordinaria vivacità culturale. Un borgo autentico e affacciato sul mare, che vanta gustose tipicità. Hai indovinato quali sono? Scoprili subito!

Panorama di Asolo (TV) - Dove andare in camper a novembre.
Veduta aerea di Asolo

ASOLO DAI 100 ORIZZONTI

Se non sai dove andare in camper a novembre, il primo suggerimento che ti diamo è quello di raggiungere la “Città dei 100 orizzonti”. È proprio in questo modo che il poeta Giosuè Carducci definisce Asolo (TV). In effetti, grazie alla sua posizione la città offre una vista a 360° sulla Marca Trevigiana, soprattutto dalla Rocca, posta in vetta al Monte Ricco. In qualsiasi direzione rivolgiamo lo sguardo, cogliamo un nuovo e suggestivo panorama su dolci colline, dove a novembre ferve l’attività per la vinificazione del Prosecco.

Uno scorcio del centro storico

Forse proprio per le atmosfere di pace che offre, da otto secoli Asolo attira numerosi artisti, intellettuali e viaggiatori, che la scelgono come buen retiro. Oltre a Carducci, infatti, ricordiamo la grande attrice Eleonora Duse, che ha voluto essere sepolta nel borgo trevigiano, cento anni fa. E poi l’esploratrice Freya Stark, che ha trascorso ad Asolo l’ultima parte della sua vita. Hanno visitato Asolo, inoltre, anche il Giorgione, il Palladio e Antonio Canova (nato nella vicina Possagno), lo scrittore Ernest Hemingway e l’architetto Carlo Scarpa. Alla città sono stati dedicati poemi e componimenti musicali.

Entriamo nel centro storico di Asolo, un insieme di strette e intricate viuzze caratterizzate da portici, torri, interessanti palazzi storici e anche giardini come Villa Freya. A due passi da questa c’è la Fontana Zen, un piccolo zampillo che fuoriesce da una bocca di leone. Il suo nome deriva dalla famiglia che l’ha fatta costruire.

Percorriamo Via Robert Browning, dedicata al poeta che compose i Poemi Asolani, una passeggiata accompagnata da portici e interessanti edifici. Raggiungiamo la Piazza Maggiore dove sorge la Cattedrale di Santa Maria Assunta (il Duomo di Asolo) costruita con le forme attuali nel XVI secolo su un edificio molto più antico. Custodisce dipinti di Lorenzo Lotto e Jacopo da Ponte.

La cattedrale di Santa Maria Assunta

Sulla stessa piazza troviamo anche la fontana rinascimentale con il leone di San Marco e il Palazzo della Ragione con l’annesso Vescovado (XV secolo). Questi ultimi ospitano il Museo Civico di Asolo, assolutamente da non perdere.

Con una breve passeggiata siamo di fronte al Castello di Asolo, famoso perché nel 1489 vi si ritira la Regina di Cipro Caterina Cornaro, i cui territori erano stati conquistati dalla Serenissima. Diventata Signora di Asolo, la regina si dimostra una grande mecenate. Chiama infatti alla sua corte artisti e letterati del calibro di Giorgione, Lorenzo Lotto e Pietro Bembo, che qui ambienta l’opera Gli Asolani. Il castello ospita il Teatro Eleonora Duse ed è sorvegliato dalla visitabile Torre dell’Orologio (o torre civica) e dalla Torre Mozza detta Torre Reata.

Il castello di Asolo

Da non perdere anche la Casa Duse, l’abitazione-museo che espone cimeli riguardanti la vita della grande attrice. E poi la Casa Longobarda, progettata dall’architetto Francesco Graziolo nel XVI secolo, e le Case Anseatiche.

Saliamo infine alla Rocca di Asolo o Rocca Braida, costruita tra il XII e il XIII secolo propabilmente su una fortificazione preesistente e simbolo della città.

Possiamo fermarci con il camper al Country House Barone d’Asolo, convenzionato con il Club: CLICCA QUI e sopri gli SCONTI CON LA TESSERA DEL PLEINAIRCLUB.

Oppure, in Via Forestuzzo trovi l’area sosta camper comunale.

Veduta di Todi

TODI

Tra i luoghi dove andare in camper a novembre c’è sicuramente la bellissima Todi (PG), in Umbria. Il borgo conserva tutto il fascino della sua struttura medievale, anche se la sua fondazione risale all’VIII secolo a.C. ad opera degli Umbri. 

Ci addentriamo nell’abitato e incontriamo la Chiesa di San Fortunato che ha antiche origini paleocristiane, come testimoniato dai capitelli all’ingresso trasformati in acquasantiere. Custodisce le reliquie di diversi santi e anche il corpo di Jacopone da Todi, l’illustre letterato tudertino. Vicino alla chiesa troviamo anche il Teatro Comunale.

La concattedrale della Santissima Annunziata, il Duomo di Todi – Hans Peter Schaefer, Todi dom, marked as public domain

Vale davvero la pena affrontare i sali e scendi necessari per visitare a piedi il bellissimo centro storico. Il suo cuore è Piazza del Popolo, sulla quale si affacciano i principali palazzi storici, soprattutto quelli simbolo del potere politico e religioso.

Qui troviamo infatti la concattedrale della Santissima Annunziata o Duomo di Todi del XIII secolo, affiancata dal campanile del XIV secolo. Monumento nazionale, presenta una particolare pianta a quattro navate ed è situata alla sommità di una scalinata, in modo da avere una posizione dominante sulla piazza. Nei sotterranei sono custoditi i tesori della Cattedrale.

Palazzo del Popolo e Palazzo del Capitano a Todi – pizzodisvevo, Todi02, CC BY-SA 2.0

Poi c’è il Palazzo del Popolo del 1213, ampliato nel 1293 con la costruzione di un altro edificio proprio accanto, il Palazzo del Capitano. Le due costruzioni oggi ospitano il Museo Civico di Todi. Nel trecentesco Palazzo dei Priori ha sede invece la Pretura.

Collegata a Piazza del Popolo troviamo Piazza Garibaldi. Una statua ricorda il passaggio dell’Eroe dei due mondi a Todi, in ritirata dopo la disfatta della Repubblica Romana. Secondo la leggenda, Garibaldi trovò rifugio qui con la moglie Anita che era in preda alle doglie e prossima al parto.

Nel corso dei secoli a Todi sono state costruite tre cerchie di mura. A queste si deve la presenza nel centro abitato di varie porte antiche, un tempo parte delle fortificazioni. Troviamo infatti Porta Marzia (parte della prima cerchia di epoca umbro-romana), Porta Perugina, Porta Romana, Porta Amerina e Porta Fratta. E poi Porta Libera, Porta Aurea e altre ancora andate però distrutte.

Veduta aerea della chiesa di San Fortunato – Charlotte Shaw 76, Tempio di San Fortunato, Todi, CC BY-SA 3.0

Fuori dal centro abitato troviamo anche il bellissimo Tempio di Santa Maria della Consolazione, costruito su un progetto che alcuni attribuiscono al Bramante. La sua costruzione è iniziata nel 1508 e presenta delle forme classiche molto diverse da quelle degli altri edifici cittadini.

A Todi puoi fermarti con il camper presso l’area sosta comunale, a pagamento.

Approfitta della visita per un provare gli ottimi vini locali alla Cantina Roccafiore, convenzionata con il Club: CLICCA QUI e sopri gli SCONTI CON LA TESSERA DEL PLEINAIRCLUB.

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Panorama di Roseto Capo Spulico al tramonto © Comune di Roseto Capo Spulico

ROSETO CAPO SPULICO

Stai cercando nel meridione una meta dove andare in camper a novembre? Il nostro suggerimento è un paese storico affacciato sul mare, inserito nel circuito dei Borghi Autentici d’Italia. Parliamo di Roseto Capo Spulico (CS), affacciato sul Mar Ionio.

Impossibile non restare colpiti dal suo castello, il Castello della Pietra! Aggrappato a un roccione calcareo a picco sulla spiaggia, il Castrum Petrae Roseti è una delle fortezze più scenografiche del Mediterraneo. Le sue origini sono davvero antiche. Ricostruito nel Duecento per volontà di Federico II di Svevia, che voleva una roccaforte sulla costa ionica della Calabria, è il simbolo di Roseto Capo Spulico, una delle colonie dell’Antica Sybaris.

Il Castello della Pietra © Comune di Roseto Capo Spulico

Roseto Capo Spulico prende il nome dalla fiorente produzione di rose, i cui petali riempivano i guanciali delle principesse sibarite. Grazie alla sua posizione strategica sul Golfo di Taranto, il borgo ha ricoperto un ruolo importante nel periodo dei Normanni.

Una curiosità: sulla spiaggia, proprio nei pressi del castello, si trova uno scoglio a forma di incudine o di fungo, detto Il Fungo del Castello. Sono stati il mare e gli agenti atmosferici, nei secoli, a “scolpirlo” e a dargli questa particolare forma. Il Fungo del Castello è stato uno dei soggetti preferiti nelle riproduzioni oleografiche e nelle cartoline d’epoca, che l’hanno ritratto come simbolo di Roseto e dell’intero alto Ionio cosentino.

Lo scoglio detto Fungo del Castello – Marcok, Roseto Capo Spulico – Castello Federiciano 25-11-2022 f03, CC BY-SA 4.0

Da visitare nel centro storico la chiesa madre, il palazzo baronale e la chiesetta dell’Immacolata Concezione, nota come Santo Totaro dal nome attribuito al sarcofago posto sulla facciata.

Il paese porta avanti progetti di ecosostenibilità che lo hanno portato ad aggiudicarsi il “triplete” della Foundation for Environmental Education, ossia la Bandiera Blu, le Spighe Verdi e la certificazione Eco-Schools.

Il castello visto dal mare © Comune di Roseto Capo Spulico

Roseto Capo Spulico vanta anche il primato del 2016 per la ciliegia più bella d’Italia, riconosciuta dalla Denominazione Comunale d’Origine (De.Co.), così come altri prodotti tipici del borgo. Il particolare microclima consente al frutto di maturare in anticipo rispetto alla tradizionale stagione di fioritura. Viene proposta anche nei ristoranti locali abbinata al riso, alle trofie ai frutti di mare e al coniglio.

Non andate via senza aver gustato anche le altre ottime tipicità! A Roseto Capo Spulico si produce infatti anche salsiccia, soppressata, filettuccio e pitta liscia, un pane a forma di ciambella.

Puoi fermarti con il camper nel punto sosta senza servizi situato in Viale Olimpia, sul lungomare.