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TIROIDE, LA MAGICA FARFALLA

#StiamoBene: i consigli della dottoressa Debora Rasio
TIROIDE
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Come un direttore d’orchestra, la tiroide sovrintende a numerose funzioni. Conoscerne nemici e alleati è un passo fondamentale per preservarla in salute. Scopriamo insieme di più.

 

 

Piccola ghiandola a forma di farfalla situata alla base del collo, la tiroide gioca un ruolo fondamentale nel nostro metabolismo. Quando è pigra e funziona poco la produzione di energia rallenta e, a cascata, ne risente anche il funzionamento di organi e apparati tra cui cervello, cuore, muscoli, fegato e sistema digestivo. Possono allora comparire sintomi come stanchezza, perdita di concentrazione, depressione, ridotta tolleranza al freddo, ritenzione idrica, battito cardiaco rallentato, aumento di peso, ciclo mestruale irregolare, innalzamento dei livelli di colesterolo, perdita di capelli, stitichezza.

 

La ridotta produzione di ormoni tiroidei – o ipotiroidismo – è una condizione piuttosto comune e colpisce prevalentemente le donne, soggette nel corso della vita a frequenti cambiamenti ormonali che influenzano l’attività di questa delicata ghiandola, rendendola più

vulnerabile alla tossicità di alcune sostanze chimiche presenti nell’ambiente.

 

 

IL RUOLO CHIAVE DI IODIO E SELENIO

Due micronutrienti condizionano in particolare il funzionamento della tiroide.

Parliamo dello iodio, necessario per la produzione degli ormoni tiroidei e presente soprattutto in pesce, alghe marine, uova, formaggi e carne (solo se provenienti da animali allevati all’aperto). Frutta e verdura ne contengono poco: ecco perché il rischio d’incorrere in carenza è maggiore in chi segue un regime alimentare vegano, facilmente ovviabile ricorrendo al consumo di alghe.

 

Il deficit di iodio provoca ingrossamento della tiroide (gozzo), ipotiroidismo e cretinismo (una forma di ritardo mentale che colpisce i bambini soggetti alla carenza di iodio durante la gestazione e il periodo neonatale).

 

Per prevenire queste condizioni l’Italia e altri paesi hanno introdotto la fortificazione del sale da cucina con iodio. Anche l’eccesso di questo elemento, però, ha conseguenze negative sulla tiroide perché può innescare una risposta autoimmune chiamata tiroidite di Hashimoto. In effetti, i paesi che hanno iniziato a fortificare il sale con iodio hanno registrato, successivamente, un aumento dei casi di tiroidite autoimmune.

 

 

Il selenio dal canto suo è necessario per l’attivazione di alcuni enzimi presenti all’interno delle cellule, chiamati desiodasi, che trasformano la tiroxina (o T4, un pro-ormone poco attivo) – in triiodotironina (o T3, l’ormone biologicamente attivo).

 

Ecco perché è possibile avere i sintomi dell’ipotiroidismo a fronte di valori di ormoni tiroidei nella norma: se manca il selenio, infatti, nonostante la presenza di adeguati livelli di T4 in circolo, dentro le cellule si può registrare una carenza di ormone tiroideo a causa della ridotta conversione del T4 in T3. Il selenio si trova in sgombro, tonno, salmone, pollo,

tacchino, frattaglie, uova, quinoa, cereali in chicco, funghi shitake, semi di girasole e frutta secca oleosa. Per soddisfare il nostro fabbisogno, in ogni caso, basta consumare un paio di noci del Brasile al giorno. 

 

 

TIROIDITI AUTOIMMUNI: SERVE UN LAVORO DI SQUADRA

Per frenare l’attivazione del sistema immunitario è importante ottimizzare i livelli di vitamina D, un ormone poco presente negli alimenti che viene prodotto dalla pelle in estate durante l’esposizione al sole.

 

La vitamina D ha un ruolo conclamato nel proteggerci dalle infezioni e mitigare l’attacco del sistema immunitario contro le cellule del corpo che è alla base delle malattie autoimmuni come la tiroidite di Hashimoto. Durante l’inverno e la primavera i valori di vitamina D scendono e, parallelamente, i casi d’infezione e le malattie autoimmuni aumentano. Per mantenere buoni livelli e aumentare la protezione è quindi utile assumere, da novembre a maggio, la vitamina D in forma di integratore.

 

Per spegnere l’infiammazione serve anche:

 

– aumentare l’apporto di acidi grassi omega-3 presenti nell’olio di pesce, nell’olio di semi di lino e nell’olio di semi di canapa oltre che nei pesci grassi e nelle noci;

 

– introdurre cibi ricchi in antiossidanti come tè verde, cioccolato, olio extra-vergine di oliva, avocado, aglio, cipolla, verdure a foglia e spezie come curcuma, zenzero e cannella;

 

eliminare i cereali con glutine (frumento, farro, segale e orzo), il latte vaccino e di bufala (e i loro derivati) e la soia, tutti alimenti che contengono particolari proteine (gluteo-morfine, caseo-morfine e soia-morfine) che riducono la tolleranza immunologica, ovvero favoriscono la reattività del nostro sistema immunitario contro le nostre stesse cellule;

 

ridurre al minimo il consumo dei cibi ultraprocessati ovvero tutti quei prodotti trasformati a livello industriale che hanno una forte azione pro-infiammatoria come biscotti, fette biscottate, snack, bevande zuccherate, succhi di frutta, dolciumi, pizza, cibi pronti in scatola e precotti.

 

INTERFERENTI ENDOCRINI

Una vasta categoria di sostanze presenti nell’acqua, nell’aria, nel suolo, nel cibo, nei prodotti per la cura del corpo, nelle case, negli uffici e così via e che possono essere inalate o assorbite con l’alimentazione o attraverso la pelle.

 

Li troviamo soprattutto nei cibi affumicati o cotti alla griglia, nelle parti bruciate degli alimenti, nel fumo di sigaretta, negli smalti per unghie, nelle creme per il corpo, nei trucchi, nelle pellicole e carte per gli alimenti e in moltissimi altri prodotti ancora. Gli interferenti endocrini perturbano l’equilibrio delle nostre ghiandole, tiroide in primis, rallentandone il funzionamento.

 

 

INFIAMMAZIONE CRONICA

infiammazione cronica è scatenata da virus (soprattutto l’Epstein Barr) e alimentata dal consumo di alcuni alimenti tra cui quelli contenenti glutine e caseina.

 

 

STRESS

Vi è un’intima connessione fra gli ormoni dello stress – primo fra tutti il cortisolo – e la tiroide. Maggiore è lo stress a cui siamo soggetti, peggiore il funzionamento della tiroide. Lo stress, inoltre, inibisce l’attività del sistema immunitario e apre la porta a infezioni che possono scatenare malattie autoimmuni come le tiroiditi.

 

 

CONCLUDENDO

Sono molti i nemici presenti negli alimenti e nell’ambiente che possono turbare l’equilibrio ormonale governato dalla tiroide.

 

Conoscerli e imparare ad evitarli è un primo passo importante per proteggere la salute di questa preziosa ghiandola e, di conseguenza, dell’intero organismo.