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IL FRUTTOSIO, LO ZUCCHERO PIÙ NOCIVO

#StiamoBene: i consigli della dottoressa Debora Rasio
IL FRUTTOSIO
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Forse perché il suo nome è associato alla frutta si tende spesso a considerarlo più “dietetico” o più “sano” del normale zucchero. Ma il fruttosio è lo zucchero più nocivo tra tutti, perché produce gli stessi danni dell’alcol e apre le porte a molte patologie metaboliche croniche. Continua a leggere e scopri di più.

 

 

Il fruttosio, lo zucchero più nocivo tra tutti

 

Il fruttosio è lo zucchero più nocivo perché ha una via metabolica diversa dal glucosio e viene metabolizzato dal corpo umano allo stesso modo dell’alcol. In pratica, come anticipato, produce gli stessi danni dell’alcol e apre le porte a molte patologie metaboliche croniche. Tra queste troviamo: diabete, steatosi epatica, dislipidemie, malattie cardiovascolari e anche neurodegenerative come l’Alzheimer.

 

 

 

 

 

 

INDEBOLISCE IL SISTEMA IMMUNITARIO

 

A ulteriore prova del fatto che il fruttosio sia uno zucchero nocivo, si aggiungono i riscontri di uno studio britannico, pubblicato dalla rivista Nature Communication. In base a questo studio, l’eccessivo consumo di fruttosio incide direttamente sul cattivo funzionamento del sistema immunitario.

 

Un aspetto, questo, ancora poco conosciuto nonostante il fruttosio sia oggi uno degli zuccheri più presenti nella dieta occidentale dei paesi a più alto reddito. Lo troviamo nelle bevande zuccherate e, sostanzialmente, in quasi tutti i cibi trasformati industrialmente. Ecco perché è molto facile assumere molto fruttosio nocivo senza nemmeno rendersene conto.

 

Il fruttosio andrebbe, invece, consumato solo attraverso il suo vettore naturale, la frutta, che contiene già al suo interno gli antidoti naturali. Cioè la fibra che ne mitiga l’ingresso in circolo e gli antiossidanti che ne spengono lo stress ossidativo generato a livello del fegato.

 

 

 

 

 

 

DANNEGGIA IL FEGATO COME L’ALCOL

 

Come accennato, infatti, il fruttosio è uno zucchero nocivo perché metabolizzato dal fegato in maniera del tutto simile all’alcol. E proprio come fanno l’etanolo e altri tipi di tossici crea stress ossidativo, infiammazione, disfunzione mitocondriale e metabolica.

 

Il fruttosio, inoltre, si trasforma in grassi più rapidamente di ogni altro tipo di zucchero. Inoltre, è in grado di glicare (ovvero danneggiare) le proteine sette volte più velocemente rispetto al glucosio.

 

Le proteine glicate innescano l’infiammazione, una reazione del sistema immunitario che quando diventa cronica può rivelarsi un boomerang. Cellule e tessuti si danneggiano e contribuiscono al cattivo funzionamento degli organi del corpo provocando malattie.

 

 

 

 

 

Il fruttosio, lo zucchero più nocivo: zollette di zucchero, frutta e una siringa di insulina

 

IL PIÙ IMPORTANTE FATTORE DI RISCHIO CARDIOVASCOLARE

 

Non a caso il fruttosio è considerato il più importante fattore di rischio cardiovascolare, implicato nel rischio d’ipertensione più del sale. Se consumato in eccesso, infatti, aumenta il tono del sistema nervoso simpatico con conseguente incremento della frequenza cardiaca e della resistenza vascolare periferica. In altre parole della pressione sanguigna e della domanda di ossigeno a livello di cuore e vasi. Se ciò non bastasse, è anche il primo fattore implicato nella disfunzione metabolica chiamata insulino-resistenza che è alla base di sovrappeso, obesità e diabete di tipo 2.

 

 

 

 

 

Il fruttosio, lo zucchero più nocivo: un bambino che mangia cereali in scatola industriali

 

DIFENDERE I NOSTRI BIMBI DAI DANNI DI UN’ALIMENTAZIONE SCORRETTA

 

Discorso a parte merita, poi, la pericolosità del fruttosio per i bambini per i quali rappresenta la principale causa di steatosi epatica o fegato grasso. Si tratta dell’infarcimento lipidico del fegato, diffuso ormai a livelli epidemici tra i più piccoli.

 

Ciò avviene perché gli alimenti industriali destinati ai bambini sono tra le maggiori fonti di zucchero (composto al 50 percento da fruttosio) e fruttosio. Tra questi alimenti troviamo bibite zuccherate, cereali in scatola, merendine e succhi di frutta .

 

Attenzione, ad esempio, allo zucchero nascosto nei cereali in scatola. Quelli destinati ai bambini contengono mediamente il 56% in più di zucchero e sale e la metà della fibra rispetto a quelli destinati agli adulti.

 

Visto che abbiamo capito che persino i bambini possono avere complicanze da Covid è particolarmente importante sottolineare come non sia solo l’età a contare. Ma anche la loro dieta che incide direttamente sul funzionamento del sistema immunitario.

 

Riduciamo quindi al minimo il consumo di succhi di frutta e merendine se vogliamo preservare la salute dei nostri bambini. E smentire la previsione che vede i nostri figli, anche a causa dell’alimentazione errata, come la prima generazione degli ultimi cinquanta anni a vivere meno dei genitori.

 

 

 

FONTE
Fructose reprogrammes glutamine-dependent oxidative metabolism to support LPS-induced inflammation. Nature Communications, 2021; 12 (1) DOI: 10.1038/s41467-021-21461-4