Legumi, cereali per lo più integrali, frutta secca, olio extra vergine di oliva. Verdura e frutta a volontà, soprattutto di stagione e consumo molto limitato di carne, soprattutto rossa e trasformata. Questi sono i pilastri della dieta mediterranea uno stile di vita, prima ancora che un regime alimentare iscritta nella lista del patrimonio culturale immateriale Unesco. Da qui parte lo studio della Ben-Gurion University, uno dei più ampi per campione e durata tra quelli mai condotti attraverso la risonanza magnetica cerebrale. Secondo questa ricerca, una dieta mediterranea verde (potenziata in polifenoli) aiuterebbe a mantenere il cervello giovane. Scopriamo di più.

Il nostro cervello invecchia insieme a noi e ogni nuova arma per contrastare il declino cognitivo è utile per una vecchiaia in salute e autonomia. Secondo un importante studio israeliano, seguire una dieta mediterranea verde, ricchissima in polifenoli, mantiene il cervello giovane. Questa dieta cioè contribuisce a contrastare latrofia cerebrale, quel fenomeno che vede le cellule dellencefalo ridursi nel tempo, compromettendone le funzioni.

TÈ VERDE, NOCI E MANKAI
Uno studio senza precedenti svela come la dieta mediterranea verde aiuti a mantenere un cervello giovane
Quasi 300 persone di età compresa tra i 18 e i 72 anni hanno seguito tre regimi alimentari diversi. Sono inoltre state sottoposte a risonanza magnetica prima e dopo lesperimento, durato ben 18 mesi.
Nello specifico, i 284 partecipanti, di cui l88% uomini, sono stati divisi in tre gruppi. Il primo ha seguito una dieta salutare. Il secondo una dieta mediterranea. Il terzo una dieta mediterranea verde, cioè fortemente potenziata in polifenoli grazie al consumo di 3-4 tazze al giorno di tè verde.
La cena di questo terzo gruppo, poi, veniva quasi sempre coperta da una porzione di Mankai, la cosiddetta lenticchia dacqua. Una pianta acquatica ad alto apporto di proteine, omega-3, vitamina B12, colina e antiossidanti, tutte sostanze molto protettive per il cervello.
Entrambi i gruppi a dieta mediterranea, infine, hanno potenziato il consumo di noci e ridotto al minimo quello di carne rossa e processata. In più, tutti i partecipanti hanno seguito programmi di attività fisica, incentivati da abbonamenti gratuiti alla palestra.

RISULTATI MIGLIORI NEGLI OVER 50
Intanto, le risonanze magnetiche hanno preso in considerazione il volume dellippocampo e del ventricolo laterale. Due parametri che indicano leventuale presenza di atrofia cerebrale e predicono la demenza senile.
Così misurata, questa patologia è risultata significativamente ridotta nei due gruppi che avevano seguito una dieta mediterranea. Ed esiti ancora migliori sono stati registrati in quanti avevano seguito la versione verde, soprattutto se over 50. Questi ultimi hanno mostrato anche un miglioramento della sensibilità insulinica, un altro indicatore di salute cerebrale oltre che sistemica.
La dieta mediterranea verde, quindi, è risultata un valido aiuto per mantenere un cervello giovane, soprattutto da una certa età.

LA PROTEZIONE PROFONDA DEI POLIFENOLI
La funzione che protegge dalla neuro-degenerazione, esercitata dalla dieta mediterranea verde, sarebbe da attribuire principalmente allapporto dei polifenoli e del loro carico di antiossidanti. I polifenoli, infatti, riescono a penetrare oltre la barriera cerebrale, andando a spegnere linfiammazione in profondità.
FONTE:
Alon Kaplan, et al., The effect of a high-polyphenol Mediterranean diet (GREEN-MED) combined with physical activity on age-related brain atrophy: the DIRECT PLUS randomized controlled trial. The American Journal of Clinical Nutrition, 2022; DOI: 10.1093/ajcn/nqac001









