Unica parte del corpo umano in grado di rigenerare sé stessa, il fegato svolge un ruolo fondamentale per il benessere dellintero organismo. Vediamo allora come tenerlo in forma.

Il fegato è lorgano più grande del corpo umano. È lungo tra venticinque e ventotto centimetri per un peso che varia da un chilo a un chilo e mezzo. Il fegato è anche lunico organo in grado di rigenerarsi: dopo lasportazione di tre quarti di ghiandola, infatti, ricresce perfettamente nellarco di pochi giorni. Il fegato filtra il sangue ed elabora praticamente tutto quello che mangiamo, beviamo, inspiriamo o strofiniamo sulla pelle, svolgendo fino a quasi cinquecento funzioni.
Trasforma in energia i nutrienti elaborati attraverso la digestione e assorbiti a livello intestinale. Depura il sangue da alcool, farmaci e altre sostanze chimiche di sintesi. Combatte le infezioni e aiuta a coagulare il sangue, regola lequilibrio degli ormoni, governa i livelli di glucosio e colesterolo nel sangue, funge da deposito di vitamine e minerali, partecipa alla digestione del cibo nellintestino attraverso la produzione di bile. E molto altro ancora.

QUANDO IL FEGATO È IN DIFFICOLTÀ
Ci sono diversi sintomi del rallentamento delle funzioni del fegato. La stanchezza (secondaria alla ridotta produzione di energia), il rallentamento digestivo (per una scarsa produzione di bile in risposta a un pasto senza adeguati stimoli). Ma anche il gonfiore intestinale (per la mancata azione antisettica sulla flora batterica operata dalla bile), la nausea. E infine il mal di testa e la ritenzione idrica (per il rallentamento nelleliminazione di tossine). Le difficoltà digestive tendono a peggiorare allinizio dellautunno e della primavera, quando il fegato risente delle modifiche dei ritmi stagionali di luce-oscurità e stenta a adattarsi al nuovo passo.
Talvolta in assenza di segni clinici caratteristici, un disturbo al fegato può essere rilevato grazie a unecografia. Questa può mostrare, ad esempio, un accumulo eccessivo di trigliceridi, un tipo di grassi prodotti a partire dagli zuccheri. Questa condizione è nota come steatosi epatica o fegato grasso ed è presente in un italiano su quattro. È in genere causata da unalimentazione troppo ricca di zuccheri, succhi di frutta e carboidrati raffinati come pasta, pane, riso e patate.
Anche le analisi del sangue ci danno informazioni preziose sulla salute del fegato e del corpo in generale. In primis il dosaggio degli enzimi AST, ALT e GGT liberati in circolo dalle cellule del fegato. E poi quello dei livelli di glucosio, insulina, trigliceridi e colesterolo che, quando elevati, possono indicare una difficoltà del fegato a correggere gli eccessi alimentari.

PULIZIE DI PRIMAVERA
Anticamente, con la primavera e lesaurimento delle scorte di cibo invernali, era prassi digiunare per una o più settimane con acqua ed erbe di campo. In particolare con erbe amare che, aumentando la produzione di bile, aiutano il fegato a eliminare le tossine accumulate durante i mesi invernali.
La bile, in effetti, è lunica via che abbiamo per drenare allesterno le tossine liposolubili, quelle che si sciolgono nei grassi. E che non possiamo smaltire bevendo più acqua o sudando. Prodotta dal fegato, la bile raggiunge lintestino e viene quindi in parte eliminata con le feci, consentendoci di espellere i prodotti di rifiuto.
Oggi il cibo non manca e pochi anelano il ritorno alle buone, vecchie pratiche di digiuno. Possiamo però accompagnare il risveglio della natura con unalimentazione a supporto del fegato. Per esempio portando in tavola unampia varietà di verdure di stagione e di frutti acidi e limitando il più possibile zuccheri, farine raffinate, carni, cibi ultraprocessati, alcol e succhi di frutta industriali.

UNA QUESTIONE DI ENZIMI
Come indice dello stato di salute del fegato si dosano nel sangue tre enzimi: GOT, GPT e GGT. I primi due aumentano in presenza di un danno alle cellule del fegato, indotto ad esempio da virus, alcol, farmaci o dieta scorretta. Un rialzo delle GGT, invece, indica una maggiore richiesta di antiossidanti da parte del corpo per affrontare una situazione di stress ossidativo. Come ad esempio in presenza di consumo eccessivo di alcol, assunzione di farmaci, malattie cardiovascolari, diabete e tumori.

GLI AMICI DEL FEGATO
Il fegato è particolarmente vulnerabile allo stress ossidativo, leccessiva produzione di specie reattive dellossigeno rispetto alla capacità antiossidante del corpo. Per ridurlo e proteggerlo, quindi, è importante aumentare lapporto di antiossidanti con la dieta. Ecco una lista dei cibi e delle bevande che ne sono più ricchi e che hanno una comprovata azione protettiva sul fegato.

MELA
Ricca di vitamine e fibra, la mela si distingue per lalto potere antiossidante corroborato dalla presenza di acidi organici (soprattutto acido malico e acido tartarico). Inoltre presenta una grande abbondanza di polifenoli (flavonoidi e catechine). I polifenoli si trovano particolarmente concentrati nella buccia: ecco perché è preferibile mangiare il frutto intero, avendo cura di scegliere mele biologiche o di lavarle bene con acqua e aceto prima di addentarle.

LIMONE
Il limone contiene vitamina C, antiossidanti e acidi organici come lacido citrico e ascorbico. Questi attivano la produzione di bile e aiutano il fegato a eliminare le tossine favorendone la depurazione. Iniziare la giornata con del succo di limone fresco spremuto in acqua calda può diventare unottima pratica di salute. Leffetto drenante dellacqua bollita, unito allacidità del limone, creano un effetto vivificante sul fegato.

CARCIOFO
La parte del leone nel depurare il fegato la svolge il carciofo. Oltre a stimolare la produzione di bile e favorirne il deflusso verso lintestino, svolge infatti unazione stimolante e antiossidante sul fegato. Tra i suoi principi attivi più efficaci ricordiamo la cinarina, un polifenolo derivato dellacido caffeico, dalle spiccate proprietà protettive e stimolanti la digestione. Esprime al massimo le sue proprietà benefiche se consumato crudo, condito con olio extravergine di oliva e qualche goccia di limone.

CRUCIFERE
Rucola, cavolo cappuccio, cavolo rosso, verza, broccoli, broccoletti, cavolini di Bruxelles, cavolo nero, cavolfiore, ravanello e senape appartengono alla famiglia delle crucifere. È una varietà di piante fra le più importanti da consumare regolarmente perché ricche di sulforafano, sostanza solforosa responsabile del tipico odore rilasciato in cottura. Il sulforafano aumenta lattività di alcuni enzimi epatici coinvolti nel metabolismo di sostanze tossiche come lalcol e il fumo di sigaretta.
Il sulforafano si produce a partire da un precursore, la glucorafanina, che viene trasformato grazie allazione di un enzima. Questo enzima si libera in seguito alla rottura delle pareti delle cellule vegetali, ad esempio quando mastichiamo o tagliamo le verdure. Poiché lenzima viene distrutto dalla cottura, per ottenere i benefici del sulforafano dobbiamo mangiare le crucifere crude. Oppure tagliarle e lasciarle riposare dieci minuti prima di cuocerle, per dar tempo allenzima di attivare la glucorafanina.

PESCI RICCHI DI OMEGA-3
I grassi omega-3 assistono il fegato nel metabolismo dei grassi e riducono la produzione di trigliceridi contrastando la steatosi epatica. Hanno, inoltre, notevole proprietà antinfiammatoria. Si trovano specialmente in pesci come alici, triglie, sardine, sgombri e merluzzi.
Anche il salmone è unottima fonte di omega-3, ma va consumato occasionalmente per la ricchezza di contaminanti quali il PCB. Questi tendono ad accumularsi nei pesci grassi di taglia grande.

AGLIO E CIPOLLA
Aglio e cipolla forniscono composti solforati che si legano ai metalli pesanti favorendone leliminazione. Lo zolfo, inoltre, aumenta la produzione di glutatione, il più potente antiossidante prodotto nel corpo, e di bile favorendo leliminazione di scorie nellintestino.

CURCUMA
La curcuma aumenta la secrezione di bile nellintestino, stimolando la contrazione della colecisti. Inoltre svolge azione antitumorale e antinfiammatoria, difendendo il fegato dallazione di tossine circolanti e facilitando la sua rigenerazione.

CAFFÈ
Ricchissimo in polifenoli e acido clorogenico, il caffè è considerato un vero e proprio farmaco per chi soffre di fegato. Spegne lo stress ossidativo, aumenta la produzione di glutatione e riduce laccumulo di grasso, linfiammazione e la fibrosi, meccanismi coinvolti nella progressione delle malattie epatiche. I composti del caffè, inoltre, stimolano gli enzimi del fegato a liberare il corpo dalle sostanze cancerogene.

TÈ VERDE
Lelevato contenuto in polifenoli antiossidanti specialmente catechine è responsabile non solo del bel colore, ma anche delle proprietà benefiche del tè verde. Ha effetti protettivi su pressoché tutti gli organi del corpo, fegato incluso, e svolge azione antidiabetica e detossificante.

IL SOFFRITTO: UN GRANDE DEPURATORE
Al pari delle erbe amare, il soffritto migliora le capacità metaboliche del fegato e aumenta il flusso di bile nellintestino. Abituarsi a soffriggere rappresenta dunque unottima pratica per aiutare il fegato a rafforzare la digestione.
Non è un caso che tutte le piante amare protettive del fegato hanno leffetto di aumentare la produzione di bile e stimolare la sua secrezione nellintestino. Mettiamo a tavola le verdure che la stagione offre cardi, carciofi, broccoli, cavoli, bietole, spinaci, radicchio saltate in padella con aglio, olio e peperoncino: il fegato ringrazierà.

I NEMICI DEL FEGATO
Mentre gli effetti tossici dellalcol sono noti a tutti, meno diffusa è la consapevolezza dei danni causati dal consumo di succhi di frutta. Alti dosaggi di fruttosio in forma liquida (presente nei succhi di frutta e nelle bibite zuccherate) esercitano sul fegato effetti tossici paragonabili a quelli dellalcol. Inducendo accumulo di grasso, stress ossidativo e infiammazione.
Ecco perché la steatosi epatica oggi è così frequente nei bambini. Nel frutto intero, invece, il fruttosio è presente con i suoi antidoti. Ovvero la fibra che ne rallenta lassorbimento a livello intestinale, le vitamine e gli altri antiossidanti che ne tamponano gli effetti tossici.
Anche lo zucchero e gli oli vegetali, utilizzati nei prodotti da forno e nelle merendine, svolgono azione pro-ossidante, pro-infiammatoria e pro-tumorale. Attenzione poi a tutti i cibi trasformati o conservati come insaccati, affettati e inscatolati. Ma anche ai prodotti da forno, fonte di acrilammide, una sostanza cancerogena. Lacrilammide si forma durante la cottura di biscotti, cereali in scatola, fette biscottate, cracker, pane, grissini e patate fritte. Ridurre al minimo questi cibi non avrà un effetto benefico solo sul fegato ma anche sulla nostra linea.









