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IL FEGATO: LA GHIANDOLA MAGICA

#StiamoBene: i consigli della dottoressa Debora Rasio
IL FEGATO: LA GHIANDOLA MAGICA
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Unica parte del corpo umano in grado di rigenerare sé stessa, il fegato svolge un ruolo fondamentale per il benessere dell’intero organismo. Vediamo allora come tenerlo in forma.

 

 

Il fegato è l’organo più grande del corpo umano.

 

Il fegato è l’organo più grande del corpo umano. È lungo tra venticinque e ventotto centimetri per un peso che varia da un chilo a un chilo e mezzo. Il fegato è anche l’unico organo in grado di rigenerarsi: dopo l’asportazione di tre quarti di ghiandola, infatti, ricresce perfettamente nell’arco di pochi giorni. Il fegato filtra il sangue ed elabora praticamente tutto quello che mangiamo, beviamo, inspiriamo o strofiniamo sulla pelle, svolgendo fino a quasi cinquecento funzioni.

 

Trasforma in energia i nutrienti elaborati attraverso la digestione e assorbiti a livello intestinale. Depura il sangue da alcool, farmaci e altre sostanze chimiche di sintesi. Combatte le infezioni e aiuta a coagulare il sangue, regola l’equilibrio degli ormoni, governa i livelli di glucosio e colesterolo nel sangue, funge da deposito di vitamine e minerali, partecipa alla digestione del cibo nell’intestino attraverso la produzione di bile. E molto altro ancora.

 

 

 

 

 

 

QUANDO IL FEGATO È IN DIFFICOLTÀ

 

Ci sono diversi sintomi del rallentamento delle funzioni del fegato. La stanchezza (secondaria alla ridotta produzione di energia), il rallentamento digestivo (per una scarsa produzione di bile in risposta a un pasto senza adeguati stimoli). Ma anche il gonfiore intestinale (per la mancata azione antisettica sulla flora batterica operata dalla bile), la nausea. E infine il mal di testa e la ritenzione idrica (per il rallentamento nell’eliminazione di tossine). Le difficoltà digestive tendono a peggiorare all’inizio dell’autunno e della primavera, quando il fegato risente delle modifiche dei ritmi stagionali di luce-oscurità e stenta a adattarsi al nuovo passo.

 

Talvolta in assenza di segni clinici caratteristici, un disturbo al fegato può essere rilevato grazie a un’ecografia. Questa può mostrare, ad esempio, un accumulo eccessivo di trigliceridi, un tipo di grassi prodotti a partire dagli zuccheri. Questa condizione è nota come “steatosi epatica” o “fegato grasso” ed è presente in un italiano su quattro. È in genere causata da un’alimentazione troppo ricca di zuccheri, succhi di frutta e carboidrati raffinati come pasta, pane, riso e patate.

 

Anche le analisi del sangue ci danno informazioni preziose sulla salute del fegato e del corpo in generale. In primis il dosaggio degli enzimi AST, ALT e GGT liberati in circolo dalle cellule del fegato. E poi quello dei livelli di glucosio, insulina, trigliceridi e colesterolo che, quando elevati, possono indicare una difficoltà del fegato a correggere gli eccessi alimentari.

 

 

 

 

 

 

PULIZIE DI PRIMAVERA

 

Anticamente, con la primavera e l’esaurimento delle scorte di cibo invernali, era prassi digiunare per una o più settimane con acqua ed erbe di campo. In particolare con erbe amare che, aumentando la produzione di bile, aiutano il fegato a eliminare le tossine accumulate durante i mesi invernali.

 

La bile, in effetti, è l’unica via che abbiamo per drenare all’esterno le tossine liposolubili, quelle che si sciolgono nei grassi. E che non possiamo smaltire bevendo più acqua o sudando. Prodotta dal fegato, la bile raggiunge l’intestino e viene quindi in parte eliminata con le feci, consentendoci di espellere i prodotti di rifiuto.

 

Oggi il cibo non manca e pochi anelano il ritorno alle buone, vecchie pratiche di digiuno. Possiamo però accompagnare il risveglio della natura con un’alimentazione a supporto del fegato. Per esempio portando in tavola un’ampia varietà di verdure di stagione e di frutti acidi e limitando il più possibile zuccheri, farine raffinate, carni, cibi ultraprocessati, alcol e succhi di frutta industriali.

 

 

 

 

 

Gli enzimi GOT, GPT e GGT sono indici dello stato di salute del fegato.

 

UNA QUESTIONE DI ENZIMI

 

Come indice dello stato di salute del fegato si dosano nel sangue tre enzimi: GOT, GPT e GGT. I primi due aumentano in presenza di un danno alle cellule del fegato, indotto ad esempio da virus, alcol, farmaci o dieta scorretta. Un rialzo delle GGT, invece, indica una maggiore richiesta di antiossidanti da parte del corpo per affrontare una situazione di stress ossidativo. Come ad esempio in presenza di consumo eccessivo di alcol, assunzione di farmaci, malattie cardiovascolari, diabete e tumori.

 

 

 

 

 

 

GLI AMICI DEL FEGATO

 

Il fegato è particolarmente vulnerabile allo stress ossidativo, l’eccessiva produzione di specie reattive dell’ossigeno rispetto alla capacità antiossidante del corpo. Per ridurlo e proteggerlo, quindi, è importante aumentare l’apporto di antiossidanti con la dieta. Ecco una lista dei cibi e delle bevande che ne sono più ricchi e che hanno una comprovata azione protettiva sul fegato.

 

 

 

 

 

Le mele, un alimento amico del fegato.

 

MELA

 

Ricca di vitamine e fibra, la mela si distingue per l’alto potere antiossidante corroborato dalla presenza di acidi organici (soprattutto acido malico e acido tartarico). Inoltre presenta una grande abbondanza di polifenoli (flavonoidi e catechine). I polifenoli si trovano particolarmente concentrati nella buccia: ecco perché è preferibile mangiare il frutto intero, avendo cura di scegliere mele biologiche o di lavarle bene con acqua e aceto prima di addentarle.

 

 

 

 

 

Il limone può creare un’azione vivificante sul fegato.

 

LIMONE

 

Il limone contiene vitamina C, antiossidanti e acidi organici come l’acido citrico e ascorbico. Questi attivano la produzione di bile e aiutano il fegato a eliminare le tossine favorendone la depurazione. Iniziare la giornata con del succo di limone fresco spremuto in acqua calda può diventare un’ottima pratica di salute. L’effetto drenante dell’acqua bollita, unito all’acidità del limone, creano un effetto vivificante sul fegato.

 

 

 

 

 

I carciofi sono gli alimenti che aiutano di più a depurare il fegato.

 

CARCIOFO

 

La parte del leone nel depurare il fegato la svolge il carciofo. Oltre a stimolare la produzione di bile e favorirne il deflusso verso l’intestino, svolge infatti un’azione stimolante e antiossidante sul fegato. Tra i suoi principi attivi più efficaci ricordiamo la cinarina, un polifenolo derivato dell’acido caffeico, dalle spiccate proprietà protettive e stimolanti la digestione. Esprime al massimo le sue proprietà benefiche se consumato crudo, condito con olio extravergine di oliva e qualche goccia di limone.

 

 

 

 

 

Le crucifere, alimenti che aiutano il fegato a metabolizzare alcune sostanze tossiche.

 

CRUCIFERE

 

Rucola, cavolo cappuccio, cavolo rosso, verza, broccoli, broccoletti, cavolini di Bruxelles, cavolo nero, cavolfiore, ravanello e senape appartengono alla famiglia delle crucifere. È una varietà di piante fra le più importanti da consumare regolarmente perché ricche di sulforafano, sostanza solforosa responsabile del tipico odore rilasciato in cottura. Il sulforafano aumenta l’attività di alcuni enzimi epatici coinvolti nel metabolismo di sostanze tossiche come l’alcol e il fumo di sigaretta.

 

Il sulforafano si produce a partire da un precursore, la glucorafanina, che viene trasformato grazie all’azione di un enzima. Questo enzima si libera in seguito alla rottura delle pareti delle cellule vegetali, ad esempio quando mastichiamo o tagliamo le verdure. Poiché l’enzima viene distrutto dalla cottura, per ottenere i benefici del sulforafano dobbiamo mangiare le crucifere crude. Oppure tagliarle e lasciarle riposare dieci minuti prima di cuocerle, per dar tempo all’enzima di attivare la glucorafanina.

 

 

 

 

 

I pesci ricchi di grassi Omega-3 sono tra i cibi amici del fegato.

 

PESCI RICCHI DI OMEGA-3

 

I grassi omega-3 assistono il fegato nel metabolismo dei grassi e riducono la produzione di trigliceridi contrastando la steatosi epatica. Hanno, inoltre, notevole proprietà antinfiammatoria. Si trovano specialmente in pesci come alici, triglie, sardine, sgombri e merluzzi.

 

Anche il salmone è un’ottima fonte di omega-3, ma va consumato occasionalmente per la ricchezza di contaminanti quali il PCB. Questi tendono ad accumularsi nei pesci grassi di taglia grande.

 

 

 

 

 

 

AGLIO E CIPOLLA

 

Aglio e cipolla forniscono composti solforati che si legano ai metalli pesanti favorendone l’eliminazione. Lo zolfo, inoltre, aumenta la produzione di glutatione, il più potente antiossidante prodotto nel corpo, e di bile favorendo l’eliminazione di scorie nell’intestino.

 

 

 

 

 

La curcuma difende il fegato dalle tossine e favorisce la sua rigenerazione.

 

CURCUMA

 

La curcuma aumenta la secrezione di bile nell’intestino, stimolando la contrazione della colecisti. Inoltre svolge azione antitumorale e antinfiammatoria, difendendo il fegato dall’azione di tossine circolanti e facilitando la sua rigenerazione.

 

 

 

 

 

Il caffè è considerato un vero e proprio farmaco per chi soffre di fegato.

 

CAFFÈ

 

Ricchissimo in polifenoli e acido clorogenico, il caffè è considerato un vero e proprio farmaco per chi soffre di fegato. Spegne lo stress ossidativo, aumenta la produzione di glutatione e riduce l’accumulo di grasso, l’infiammazione e la fibrosi, meccanismi coinvolti nella progressione delle malattie epatiche. I composti del caffè, inoltre, stimolano gli enzimi del fegato a liberare il corpo dalle sostanze cancerogene.

 

 

 

 

 

Il tè verde ha diverse proprietà benefiche sugli organi del corpo, incluso il fegato.

 

TÈ VERDE

 

L’elevato contenuto in polifenoli antiossidanti – specialmente catechine – è responsabile non solo del bel colore, ma anche delle proprietà benefiche del tè verde. Ha effetti protettivi su pressoché tutti gli organi del corpo, fegato incluso, e svolge azione antidiabetica e detossificante.

 

 

 

 

 

Soffriggere gli alimenti migliora le capacità metaboliche del fegato.

 

IL SOFFRITTO: UN GRANDE DEPURATORE

 

Al pari delle erbe amare, il soffritto migliora le capacità metaboliche del fegato e aumenta il flusso di bile nell’intestino. Abituarsi a soffriggere rappresenta dunque un’ottima pratica per aiutare il fegato a rafforzare la digestione.

 

Non è un caso che tutte le piante amare protettive del fegato hanno l’effetto di aumentare la produzione di bile e stimolare la sua secrezione nell’intestino. Mettiamo a tavola le verdure che la stagione offre – cardi, carciofi, broccoli, cavoli, bietole, spinaci, radicchio – saltate in padella con aglio, olio e peperoncino: il fegato ringrazierà.

 

 

 

 

 

Succhi di frutta e bibite zuccherate possono essere dannosi per il fegato.

 

I NEMICI DEL FEGATO

 

Mentre gli effetti tossici dell’alcol sono noti a tutti, meno diffusa è la consapevolezza dei danni causati dal consumo di succhi di frutta. Alti dosaggi di fruttosio in forma liquida (presente nei succhi di frutta e nelle bibite zuccherate) esercitano sul fegato effetti tossici paragonabili a quelli dell’alcol. Inducendo accumulo di grasso, stress ossidativo e infiammazione.

 

Ecco perché la steatosi epatica oggi è così frequente nei bambini. Nel frutto intero, invece, il fruttosio è presente con i suoi antidoti. Ovvero la fibra che ne rallenta l’assorbimento a livello intestinale, le vitamine e gli altri antiossidanti che ne tamponano gli effetti tossici.

 

Anche lo zucchero e gli oli vegetali, utilizzati nei prodotti da forno e nelle merendine, svolgono azione pro-ossidante, pro-infiammatoria e pro-tumorale. Attenzione poi a tutti i cibi trasformati o conservati come insaccati, affettati e inscatolati. Ma anche ai prodotti da forno, fonte di acrilammide, una sostanza cancerogena. L’acrilammide si forma durante la cottura di biscotti, cereali in scatola, fette biscottate, cracker, pane, grissini e patate fritte. Ridurre al minimo questi cibi non avrà un effetto benefico solo sul fegato ma anche sulla nostra linea.